COALIZIONE LIBERI DA OGM
Roma, 05/02/2007
Salviamo il Biologico Italiano
Appello agli Europarlamentari Italiani
Una mobilitazione Europea che vale il nostro futuro.
"Gli Ogm sono espressione di un modello di sviluppo fondato sull'appiattimento e sull'omologazione dell'agricoltura al servizio di logiche industriali, antitetico a quello necessario al nostro Paese, che ha bisogno non di cancellare, ma di esaltare le proprie peculiarità e, quindi, le caratteristiche di varietà che rendono il nostro sistema agroalimentare unico nel mondo." Così recita il manifesto per rilanciare l'agricoltura di qualità italiana promosso da un vastissimo arco di forze del mondo agricolo ed agroalimentare.
È sulla base di questa considerazione che valutiamo la proposta di un nuovo Regolamento Europeo sul Biologico, che ammette la contaminazione da OGM dei prodotti Bio, un attacco deliberato all'agricoltura biologica e quindi a tutta l'agricoltura italiana di qualità.
I prossimi mesi saranno decisivi: entro giugno la revisione del regolamento dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri Agricoli dell'Unione Europea. E' fondamentale quindi mettere in piedi una forte mobilitazione e porre l'Italia alla guida di un processo europeo che ci garantisca un futuro libero da OGM.
Il mondo della produzione biologica non può accettare alcuna contaminazione da OGM e, su questi principi, chiediamo un forte impegno affinché in Europa tutte le forze che rappresentano la società civile abbiano la forza di affermarlo, in modo da poter incidere, insieme, sulle scelte dei governi.
I produttori biologici e tutti i consumatori europei sono convinti che è assolutamente immorale imporre una contaminazione accidentale dello 0,9% anche all'agricoltura biologica sapendo, tra l'altro, che il rischio OGM non riguarda ad oggi, e per il prossimo futuro, le produzioni biologiche maggiormente coltivate e consumate in Europa (ortofrutta, vino, olio, prodotti da forno) ma, al contrario, serve esclusivamente per favorire altre strategie di ingresso degli OGM, esponendo però il biologico al rischio di una grave perdita di valore agli occhi dei consumatori nazionali ed europei.
Abbiamo il diritto di non essere contaminati e lo vogliamo difendere. E' la base di quella sovranità alimentare che ristabilisce il nostro diritto di scegliere quello che vogliamo mangiare e coltivare.
La prima scadenza è il parere che il Parlamento Europeo dovrà dare in merito alla proposta di Regolamento che si voterà in Commissione Agricoltura il 27 e 28 febbraio ed il 30-31 marzo in seduta plenaria. Questo pronunciamento è decisivo, ed è fondamentale che il Parlamento si esprima, in maniera netta e chiara, affinché nei prodotti biologici non sia autorizzata alcuna contaminazione da OGM: tolleranza zero. Questo approccio è cruciale per le sorti dell'agricoltura biologica, ma è altrettanto determinante per le conseguenze che l'articolato del nuovo Regolamento sull'agricoltura biologica avrà per il dibattito normativo intorno alla coesistenza e la purezza varietale delle sementi.
L'Europarlamento può giocare un ruolo essenziale. Il suo pronunciamento contrario consegnerà al Consiglio dei Ministri Agricoli, dove si prenderà la decisione finale, una politica che permetterà di aggregare un congruo numero di Stati schierati a difesa dell'integrità del biologico evitando la sua inopinata omologazione al ribasso.
In preparazione del voto, vi chiediamo di partecipare ad una iniziativa che si svolgerà il 15 febbraio presso il Biofach di Norimberga (la grande fiera tedesca ed europea del biologico) per ribadire il chiaro no alla contaminazione da OGM del Bio. In questa occasione, l'Italia sarà protagonista di un processo di riaggregazione delle forze europee che si battono contro le contaminazioni da OGM e a difesa della qualità del sistema agroalimentare.
Il Biofach, infatti, sarà sicuramente un luogo importantissimo per costruire questa offensiva che può vincere solo se avrà un vero respiro Europeo. L'Italia sarà la nazione dell'anno al Biofach e noi dovremo caratterizzare la nostra presenza per i valori che abbiamo saputo elaborare in questi anni che ci hanno permesso di diventare non solo i più grandi produttori Europei, ma anche i più grandi sostenitori dell'agricoltura biologica come modello di produzione e consumo che è alla base del rilancio del mondo rurale italiano e che fa dell'agricoltura uno dei più importanti elementi di innovazione della nostra società.
Aspettare che arrivi il nuovo Regolamento così com'è, è sicuramente il peggior modo per promuovere questa straordinaria esperienza che l'agricoltura italiana ha saputo costruire negli ultimi 15 anni .
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