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AMBIENTE - Codacons in azione
giovedì, 1 gennaio 1970

FONDERIE PISANO: IL CODACONS CONTRO L'ILVA DI SALERNO

L'Associazione ha predisposto una nomina di persona offesa per i cittadini residenti nella zona dell'impianto, ma anche in altri quartieri del capoluogo e nei Comuni limitrofi della Valle dell'Irno; inoltre, li affianca nella battaglia legale per ottenere un risarcimento di 2 mila euro per i danni morali e materiali subiti



I FATTI. In pochi lo sanno, ma quasi tutti i tombini d'Italia vengono da Salerno. A produrli, nel quartiere di Fratte, ci pensano le Fonderie Pisano: uno stabilimento nato 150 anni fa - quando Salerno era ancora “la Manchester delle Due Sicilie” - da una costola delle fabbriche borboniche di Pietrarsa.

Nonostante l'espansione della città abbia progressivamente raggiunto gli impianti, e nonostante lo spostamento delle altre industrie, dal 1961 in poi le Fonderie Pisano sono rimaste al loro posto, lungo le sponde del fiume Irno. Qui hanno continuato a produrre manufatti in ghisa, a produrre emissioni e - denunciano da sempre i cittadini - a produrre inquinamento. Chi ci abita, vicino alle Fonderie, racconta di un pulviscolo nero che si deposita ogni giorno su tutta la zona, di una polvere ferrosa che ricopre i balconi delle abitazioni e impedisce perfino di aprire le finestre, di odori nauseabondi, miasmi intollerabile e tante, troppe morti sospette.

Il devastante impatto ambientale di questo impianto industriale obsoleto, “assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito”, è ormai evidente. Lo ha confermato anche l'Arpa, rilevando valori di cadmio, piombo, rame, stagno, zinco, idrocarburi pesanti, benzoantracene, benzopirene e indeno di gran lunga superiori ai limiti di legge. Eppure, i vari procedimenti avviati nel corso degli anni non hanno risolto la situazione.

IL SEQUESTRO. Nel mese di giugno 2016, i carabinieri del Noe di Salerno hanno sequestrato su disposizione della Procura le Fonderie Pisano. I reati contestati ai titolari dello stabilimento di via Pisano, sono: scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi, emissioni nocive in atmosfera, danneggiamento di beni pubblici, gettito di cose idonee a molestare le persone, violazione della normativa antincendio e della sicurezza dei luoghi di lavoro, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica in atti pubblici.

L'INIZIATIVA CODACONS. Il Codacons, anche in virtù della sua natura di Associazione di protezione ambientale, si è attivato a tutela della salute collettiva. Per risolvere, una volta per tutte, la questione delle Fonderie Pisano, l'Associazione ha predisposto una nomina di persona offesa per i cittadini residenti nella zona dell'impianto, e ha deciso di affiancarli nella battaglia legale. Se dalle indagini preliminari, attualmente in corso, dovesse originarsi un procedimento penale, l'Associazione chiederebbe in favore dei cittadini un risarcimento di 2 mila euro per i danni morali e materiali subiti. 

I residenti interessati clicchino qui, potranno iscriversi all’Associazione e ricevere la nomina di persona offesa inviando un sms con il testo 203 CODACONS SALERNO al numero 4892892 al costo onnicomprensivo di 2,03 euro (parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Mary Poppins - http://www.assomarypoppins.it/ - impegnata ormai da anni nel volontariato presso il reparto oncologico pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma).




Sezioni: Codacons in azione
Aree: AMBIENTE, SANITA', CLASSACTION
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