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ECONOMIA & FINANZA - Rassegna Stampa
giovedì, 12 gennaio 2017
Giornale di Vicenza

giovedì, 12 gennaio 2017

Benzina, i prezzi impennano: +9% in 3 mesi


molti automobilisti ora fanno la fila fuori dagli impianti più economici volpato (figisc): «ma il guadagno dei gestori sceso del 35% in 5 anni»




Al distributore di benzina c' è la fila. Due, tre veicoli sono costretti a restare in strada, in quanto il piazzale della piccola stazione di servizio non riesce a contenere i mezzi fermi in attesa di fare rifornimento. Eppure non sono previsti scioperi dei gestori o chiusure delle pompe. La scena si può notare ogni giorno, lungo strada Pasubio, al distributore Retitalia, dove i prezzi dei carburanti sono tra i più bassi in città. E ciò rappresenta un segnale di come la popolazione stia reagendo di fronte all' impennata dei prezzi dei carburanti registrata negli ultimi tre mesi.I RINCARI. Gli aumenti, a partire dallo scorso ottobre, in città hanno toccato anche il 9 per cento, coinvolgendo sia la benzina che il gasolio. Secondo il sito web prezzibenzina.it, alla stazione Eni di strada Pasubio il prezzo della benzina è passato da 1,444 a 1,534 euro al litro; al distributore Esso di viale Trento da 1,463 a 1,529. Aumenti anche sul fronte del gasolio: alla stazione TE 24/24 di viale Dal Verme il diesel è passato da 1,269 a 1,335 euro al litro, mentre al Q8easy di viale Grappa il prezzo è salito da 1,259 a 1,325 euro al litro. Non fanno eccezioni le "pompe bianche": pur continuando a dimostrarsi più convenienti, anche i punti vendita indipendenti hanno dovuto rivedere i propri listini al rialzo. Così, alla stazione di servizio Loro in via Ragazzi del '99 la benzina è salita da 1,398 a 1,499 euro al litro e il gasolio da 1,264 a 1,379 euro al litro, mentre al distributore Benza in viale Riviera Berica il prezzo della super è variato da 1,419 a 1,498 euro al litro e quello del gasolio da 1,289 a 1,374 euro al litro. Gli aumenti dei carburanti vanno a sommarsi alla raffica di rincari che si prevede ci accompagnerà nel corso del 2017: in particolare, contando anche la crescita delle tariffe per i pedaggi autostradali e quella delle Rc Auto, usare l' automobile costerà di più. La prospettiva plumbea è emersa da uno studio del Codacons, secondo il quale gli aumenti dei carburanti registrati tra la fine del 2016 e l' inizio del nuovo anno rappresentano solo il punto di partenza per nuovi rincari in arrivo nel corso dei prossimi mesi. I FATTORI. Ma qual è il motivo di questo nuovo aumento dei carburanti? I rincari sono innanzitutto dovuti ad un aumento del prezzo del petrolio, che dopo la forte discesa dei mesi scorsi è progressivamente tornato a salire. Un' impennata che si rivela frutto dell' accordo tra Paesi Opec e non Opec, i quali hanno stabilito un taglio alla produzione. Secondo uno studio della Figisc/Anica Confcommercio, la Federazione dei gestori degli impianti stradali di carburanti, dal luglio scorso la quotazione del greggio è salita da 0,266 a 0,339 euro al litro. Sono però, diversi i fattori che vanno ad aggiungersi al prezzo della materia prima. Per la benzina, ad esempio, bisogna tener conto delle accise che sempre da luglio sono aumentate da 0,999 a 1,018 euro al litro. Ad incidere poco, invece, sono i costi di distribuzione, i quali sono addirittura calati, negli ultimi sei mesi, passando da 0,152 a 0,134 euro al litro. Lo stesso discorso vale per il gasolio.I GESTORI. «Sul fronte degli aumenti, la crescita dei prezzi prima delle ferie di Natale o delle vacanze estive è un classico», sottolinea Eugenio Giuseppe Volpato, presidente provinciale della Figisc Confcommercio. Se a storcere il naso sono gli utenti finali, costretti a sborsare più soldi per fare il pieno alle proprie auto, i responsabili delle stazioni di servizio non cantano però vittoria. «In tutta questa bagarre, i gestori ci stanno rimettendo il proprio guadagno - continua Volpato, il quale spiega come le tasse incidano per il 70 per cento sul prezzo finale -. La situazione va avanti così a partire dal 2009. Il dato certo è la riduzione dei margini sulle gestioni, calati del 35 per cento negli ultimi 5 anni a causa delle politiche commerciali messe in atto dagli operatori del settore. Per le aziende ciò si è rivelato devastante: molte delle nostre ditte sono imprese familiari, alle quali è stato chiesto un sacrificio enorme». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
matteo carollo
 
 



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ECONOMIA & FINANZA, TRASPORTI, AUTO MOTO
Parole chiave: automobilisti , benzina, carburanti
Testate: Giornale di Vicenza