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sabato, 15 marzo 2008

sabato, 15 marzo 2008

Cirio e Parmalat. Centinaia di comaschi sperano ancora

Economia Cirio e Parmalat, i processi fanno sperare centinaia di comaschi. L'udienza Cirio aperta ieri davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Roma è stata rinviata al 14 maggio. I risparmiatori coinvolti nel crac avranno quindi ancora due mesi di tempo per costituirsi parte civile e tentare di recuperare i soldi perduti. Adiconsum, associazione a tutela dei consumatori legata alla Cisl, ha 80 segnalazioni di altrettanti lariani che rischiano i propri risparmi a causa del crac del colosso alimentare, e circa la metà si costituirebbero (o si sono già costituiti) parte civile. Una sola, invece, la segnalazione giunta alla Federconsumatori (Cgil). "L'udienza è stata rinviata al 14 maggio per un difetto di notifica - spiega Claudio Coratella, avvocato che per il Codacons sta seguendo la vicenda Cirio - perciò i cittadini avranno tempo fino al 12 (maggio, ndr) per costituirsi parte civile. Chi è interessato può inviare una mail a codacons.cirio@libero.it. Il costo per il primo grado di giudizio è di 50 euro a persona". Il Codacons calcola che solo in Lombardia il crac dell'azienda di Sergio Cragnotti abbia coinvolto 5.500 investitori per un totale di 180 milioni di euro. Ieri, intanto, è partito (ed è stato rinviato al 6 maggio) anche il processo per il crac Parmalat, in cui erano rimasti coinvolti almeno 432 comaschi. "Noi abbiamo raccolto le segnalazioni di circa 100 risparmiatori - spiega Lorenzo Trombetta, responsabile dell'Adiconsum di Como - gente che aveva investito nella Parmalat buona parte della liquidazione, mediamente tra i 10 e i 20mila euro. Non voglio illudere i cittadini sulla possibilità di recuperare questi soldi. Credo che i tempi del processo saranno lunghissimi". "Ai nostri uffici si sono rivolti 40 comaschi per la Parmalat - aggiunge Silvana Brenna, presidente di Federconsumatori - risparmiatori che rischiano di perdere dai 5mila ai 30mila euro". "Tutto dipende dalla piega che prenderà il processo - spiega Giuseppe Doria, presidente dell'Adoc di Como - Noi abbiamo sempre pensato che nel crac Parmalat le banche avessero qualche responsabilità. Qualora questa responsabilità venisse accertata, potrebbero scattare dei risarcimenti proprio a carico delle banche. Purtroppo non ci sono precedenti esaltanti in materia. Se i giudici dovessero condannare penalmente chi ha venduto le azioni, riconoscerebbero un vantaggio della banca, nei confronti della quale scatterebbe una responsabilità". Secondo Doria, "il crac Parmalat sarebbe il classico caso di una class action americana".


Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: CRACK FINANZIARI, EURO, FAMIGLIA, BANCA, COME DIFENDERSI
Parole chiave: adiconsum, adoc, cgil, cirio, cisl, class action, claudio coratella, crack finanziario, federconsumatori, giuseppe doria, parmalat, sergio cragnotti, silvana brenna