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giovedì, 1 gennaio 1970

CAOS EDILIZIA AGEVOLATA A ROMA: IL CODACONS INTERVIENE PER GARANTIRE IN TEMPI RAPIDI L'AFFRANCAZIONE DAL VINCOLO DEL PREZZO MASSIMO DI CESSIONE

Il vincolo del prezzo massimo danneggia i cittadini che hanno acquistato a prezzo di mercato o in procinto di vendere l'immobile. L'Associazione mette a disposizione degli interessati una diffida per sollecitare la P.A.: in caso di silenzio o diniego avvierà ricorso al TAR Lazio



I FATTI. La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 18135/2015, ha stabilito che il vincolo del prezzo massimo di cessione e di affitto dell'immobile costruito in regime di edilizia agevolata non sussiste soltanto per il primo trasferimento: permane, infatti, anche per quelli successivi, fatta salva la possibilità di rimozione dello stesso tramite il pagamento di un corrispettivo di affrancazione, decorsi 5 anni dall'acquisto, mediante il procedimento amministrativo previsto dall'art. art. 31 della L. 448/98, al comma 49 bis.

Gli alloggi in questione pertanto devono invece essere ceduti al prezzo originario di cessione rivalutato in base agli indici ISTAT.

Sebbene tale principio possa essere ritenuto corretto (impedendo a chi ha ottenuto un immobile in edilizia agevolata di speculare, rivendendolo - negli anni - a prezzi decisamente più elevati), la sentenza in questione causa purtroppo importanti problemi ai cittadini che, negli anni passati, hanno in buona fede acquistato un alloggio a prezzo di mercato. Questi, infatti, sono ora impossibilitati a rivenderlo se non a un prezzo calmierato, con conseguente ingente perdita patrimoniale.

Il danno è ancor più rilevante per i cittadini che, al momento dell’emissione della sentenza, avevano già accettato una proposta di acquisto oppure sottoscritto un contratto preliminare di vendita. Sono costretti, infatti, a perdere il doppio della caparra ricevuta o peggio ancora a vendere a prezzo imposto anche se avevano pattuito un prezzo diverso.


LA LEGGE. La legge prevede un rimedio solo parziale, offrendo la possibilità di stipulare una convenzione con Roma Capitale in forma di atto pubblico: pagando una somma (peraltro consistente) è possibile infatti ottenere il provvedimento di affrancazione, così da poter vendere e locare al prezzo libero.

Per regolamentare la procedura di affrancazione il Commissario straordinario Tronca ha emanato in data 17 dicembre la delibera n. 33/15 ed in data 6 maggio la delibera n. 40/16, con cui vengono dettati i parametri per determinare sia il corrispettivo per la cessione in proprietà delle aree concesse in diritto di superficie e sia la rimozione dei vincoli del prezzo massimo di cessione nonché del canone massimo di locazione.

Rimane, però, un vuoto normativo per la regolamentazione della complessa questione. Senza contare che i tempi necessari a perfezionare il procedimento di affrancazione non sono affatto brevi: a seguito della domanda presentata dai cittadini, infatti, spesso la P.A. non adempie nel termine previsto dalla legge.

Si tratta di un problema di enorme portata che genera preoccupazione in numerosi cittadini romani. Non solo: l’Amministrazione Capitolina rischia di essere convenuta in numerose cause di risarcimento danni, visto che - prima della sentenza delle Sezioni Unite - ha avallato le vendite di alloggi popolari unitamente ai notai roganti su iniziativa giudiziaria di coloro che hanno acquistato a prezzo di libero mercato.


L’INIZIATIVA CODACONS. Anche sulla base di una pronuncia favorevole ottenuta su un caso analogo (ordinanza 05616/2015), il Codacons ha deciso di intervenire. L'Associazione mette a disposizione degli interessati una diffida, per sollecitare la P.A. - qualora non abbia adempiuto, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza corredata dalla documentazione richiesta dal Comune di Roma - a terminare l’iter di affrancazione relativo al prezzo massimo di cessione e di affitto dell’alloggio. Un atto necessario, che preluderà - in caso di silenzio, o diniego, da parte della P.A. - all'avvio di un ricorso al TAR Lazio finalizzato a garantire i diritti dei cittadini coinvolti.

Per scarica la diffida clicca qui, iscriviti all'Associazione inviando un sms solidale al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2017 (al costo onnicomprensivo di 2,03 euro sosterrai anche la nobile causa dell'Associazione Mary Poppins impegnata ad assistere i pazienti del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma -www.assomarypoppins.it).




Sezioni: Codacons in azione
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