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giovedì, 12 gennaio 2017
Il Mattino di Padova

giovedì, 12 gennaio 2017

Finco: «Fuori tutti i nomi dei debitori insolventi»


il presidente di confindustria padova chiede un' operazione per la trasparenza «nessun giustizialismo, ma un atto doveroso per le banche salvate dallo stato»




PADOVA Massimo Finco, presidente di Confindustria Padova, chiede che siano resi pubblici i nomi dei grandi debitori insolventi delle banche salvate come ha proposto il presidente dell' Abi: non per giustizialismo, sottolinea Finco, ma per dovere di trasparenza. «La ritengo una iniziativa eticamente giusta e doverosa» interviene il numero uno degli industriali padovani, «proprio nel momento in cui a 169mila risparmiatori delle ex Popolari venete è chiesto di mangiare questa minestra - il rimborso di 9 e 6 euro per azione - o saltare la finestra per dare un futuro alle due banche, la proposta del presidente dell' Abi Antonio Patuelli di pubblicare i nomi dei primi 100 debitori insolventi delle banche che finiscono in risoluzione o vengono salvate dallo Stato, mi pare colga il dovere della verità e la domanda profonda di trasparenza che viene dal Paese». Ma non è tutto: «Non vanno dimenticate» aggiunge Finco, «le responsabilità dei manager nella concessione troppo "facile" o interessata di crediti che si sono poi trasformati in sofferenze, ed estendendo dunque a questi l' operazione trasparenza per non addossare sui debitori tutta la responsabilità e passare sotto gamba quella del management». «Nessun giustizialismo» ragiona Finco, «nessuna gogna pubblica o mediatica. Ma giustizia e trasparenza sì, per banche salvate dal denaro pubblico o dai risparmiatori. È proprio per la completa mancanza di trasparenza nella conduzione di alcuni istituti che centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori italiani, cittadini, famiglie e imprenditori, hanno visto inghiottiti i risparmi di una vita, oltre alla dignità e all' orgoglio. Personalmente condivido il "lodo Patuelli", soprattutto se sarà completato da piena trasparenza anche sulle responsabilità dei manager e mi auguro venga tradotto in norma o emendamento al decreto-banche dal Governo». Un segnale, questo che Finco ritiene importante: «Si potrà così dimostrare per una volta, almeno una, che non esistono risparmiatori di serie A e di serie B, né aziende di serie A e di serie B. L' unico rammarico che a titolo personale esprimo» aggiunge il presidente di Confindustria Padova, «è che la proposta non sia venuta prima da noi, da Confindustria, in continuità e coerenza con la linea di trasparenza, autonomia ed etica del nostro sistema associativo». Quanto all' Offerta di Transazione di Veneto Banca e BPVi, conclude Finco: «Concordo nel ritenere incomprensibile che siano escluse dalla proposta le società di capitali, tra cui migliaia di piccole e medie srl che hanno rimesso perdite e merito creditizio, e auspico che l' impostazione venga corretta, in questo caso opportunamente distinguendo tra chi è stato costretto ad acquistare titoli e azioni o ingannato sul reale profilo di rischio, e chi invece ha consapevolmente inseguito la speculazione finchè gli è andata bene». Anche il Codacons, nei giorni scorsi, è intervenuto per far svelare i nomi dei debitori insolventi e ha annunciato una istanza di accesso, al ministero dell' Economia, Banca d' Italia, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, e le nuove banche Etruria, Marche, Carife e Carichieti. «È un diritto dei risparmiatori traditi conoscere l' identità di coloro che non hanno saldato i debiti con le banche salvate dallo Stato o attraverso l' azzeramento dei titoli subordinati» l' intervento del presidente Codacons Carlo Rienzi, «questo anche ai fini di possibili azioni della magistratura». (r.c.)
 



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: BANCA
Parole chiave: Massimo Finco, Confindustria , banche, debitori, risparmiatori , veneto Banca, popolare di vicenza
Testate: Il Mattino di Padova