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BANCA - Rassegna Stampa
giovedì, 12 gennaio 2017
Libero

giovedì, 12 gennaio 2017

«Prendete i beni agli insolventi»


Il Codacons ai pm: fuori i nomi di chi non paga e procedete per concorso in bancarotta




ANTONIO CASTRO Aggredire il patrimonio personale. Come in qualsiasi rapporto finanziario "normale" chi non paga quanto deve è e resta in solido responsabile e quindi il suo patrimonio dovrebbe servire a saldare il debito. Dovrebbe, ma in Italia anche la normalità è eccezione. E forse proprio per scongiurare che il mega buco bancario creato in Mps (ma non solo), finisca sul groppone unicamente dei contribuenti, il Codacons ieri ha presentato una grandinata di esposti (alla Procura della Repubblica di Roma, e poi alle Procure di Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona, Chieti, Vicenza e Treviso), per stringere alle corde i grandi debitori insolventi delle banche. Il Codacons chiede «alla magistratura di acquisire i nomi dei soggetti insolventi nei confronti degli istituti di credito ubicati sul territorio di competenza, e procedere nei loro confronti per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta». L' iniziativa dell' associazione dei consumatori potrebbe dare la stura ad una raffica di nuove inchieste (atto dovuto), per tentare di non farla fare franca ai soliti furbetti con l' amico in qualche cda bancario molto generoso quando si trattava di prestare soldi (non suoi). Il Codacons è certo che dopo queste denunce «la magistratura, come è in suo potere, potrà acquisire i nominativi degli insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza attendere norme o provvedimenti specifici. Una volta acquisiti i nomi dei debitori delle banche in crisi o salvate dallo Stato, sarà possibile verificare le responsabilità di tali soggetti alla luce del reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta». Accertato che qualcosa nel sistema di concessione dei prestiti è andato storto negli ultimi decenni, resta da vedere se, come spera il Codacons, le Procure vorranno e potranno «utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge e dal rito allo scopo di predisporre tutti i controlli necessari e procedere al sequestro presso tutte le banche». Ma forse è il passaggio successivo che dovrebbe preoccupare un tantino manager e amministratori che negli ultimi anni hanno prestato fior di miliardi senza preoccuparsi di esigere una pur minima garanzia. L' associazione dei consumatori chiede infatti alle singole procure di accertare le responsabilità che hanno comportato un «grave e diretto danno per tutti gli azionisti e correntisti che hanno investito e titolari di obbligazioni subordinate e di tutti i contribuenti visto che le banche vengono salvate con i soldi pubblici e, in caso affermativo, esperire nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, l' azione penale». Ma c' è di più: si chiede alla magistrature anche di procedere al «sequestro di tutti i beni delle società e/o delle persone fisiche che verranno identificate come debitori insolventi». Beni che forse non basteranno a compensare i 20 miliardi che sborsiamo per salvare le banche, ma almeno chiedere una compartecipazione al danno (oltre che alla beffa), appare il minimo... riproduzione riservata.



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: BANCA
Parole chiave: debitori , banche, mps, bancarotta fraudolenta
Testate: Libero