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lunedì, 20 marzo 2017
Corriere dell`Umbria

lunedì, 20 marzo 2017

Il Codacons chiede una indagine sui social: "Possono istigare violenze"




ROMA «L' episodio di bullismo avvenuto sabato a Mugnano (Napoli), dove un ragazzo è stato pestato da un branco di coetanei, portando il padre del giovane a pubblicare la foto del figlio sul web, è da collegarsi alla presenza di numerosi gruppi su Facebook che incitano i giovani a commettere violenze, abusi e stupri nei confronti di coetanei, donne e disabili». Lo afferma il Codacons, che chiede alla magistratura di estendere le indagini al famoso social network e agli amministratori dei gruppi in questione. «Abbiamo già denunciato alle procure della Repubblica gruppi sorti su Facebook e nomi e cognomi dei loro creatori e responsabili nei quali membri e amministratori in totale libertà inneggiano a stupri di gruppo e violenze di ogni tipo - spiega l' associazione La crescita di episodi di bullismo in Italia è senza dubbio da ricercarsi anche nei social network e nei gruppi chiusi di Face book che spingono i giovani a compiere abusi e gesti violenti verso coetanei, donne, disabili e soggetti deboli, facendo credere loro che pestare a sangue o seviziare un altro essere umano sia non solo possibile ma addirittura giusto». «Per questo - conclude l' associazione - chiediamo i alla magistratura di verificare se i ragazzi responsabili del pestaggio di Mugnano avessero rapporti con gruppi Facebook analoghi a quelli denunciati dal Coda cons, e se vi siano eventuali responsabilità di soggetti terzi». I.
 



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: VARIE
Parole chiave: Facebook , bullismo, mugnano
Testate: Corriere dell`Umbria