Partner Gruppo Markonet
Non ingoiate il rospo
Cerca |
ECONOMIA & FINANZA - Rassegna Stampa
martedì, 3 aprile 2012
Il Fatto Quotidiano

martedì, 3 aprile 2012

Imu sulla casa, la stangata sospesa





É una catena di sant' Antonio che comincia e finisce in un posto solo: a palazzo Chigi, sede del governo. L' esecutivo anticipa (riscrivendola) l' Imu al 2012 e concede ai comuni la possibilità di modificare le aliquote, i sindaci per definirle aspettano invano che il governo gli dica quanti saranno i soldi che gli darà quest' anno, i Caf sostengono che di questo passo il 18 giugno (entro cui si dovrà pagare la prima rata) i cittadini non sapranno ancora quanto sborsare esattamente, il governo ha deciso di mettere una pezza (momentanea) alla situazione. É COSÌ CHE È STATO partorito l' emendamento presentato ieri dai relatori al decreto di semplificazioni fiscali che oggi pomeriggio arriverà nell' aula del Senato: in sostanza vi si legge che a giugno si pagherà prendendo come base le aliquote fissate dal governo nel Salva Italia e a dicembre la metà che resta, tenendo conto anche delle scelte dei comuni di residenza. Non solo: entro il 31 luglio verrà emanato un decreto governativo che modificherà aliquote, variazioni e detrazioni in base al gettito dell' acconto, mentre un altro emendamento fa slittare la decisione dei comuni al 30 settembre. In sostanza, ci serve tot e tot prenderemo, non un euro di più ma neanche uno di meno. Resta una domanda: ma perché finora nemmeno il 10 per cento dei sindaci ha deciso quali aliquote applicare? La risposta è semplice. Il governo, nonostante si fosse impegnato a farlo entro febbraio, non ha ancora detto quante risorse farà arrivare ai singoli municipi né in via ordinaria né dal cosiddetto "fondo sperimentale di riequilibrio": in sostanza, se i comuni non sanno quanto incasseranno da Roma, non riescono a stabilire quanto devono pesare sulle tasche dei loro cittadini. La manovra economica di dicembre infatti - oltre a stabilire che una bella fetta della nuova Imu andrà allo stato centrale - conferisce ai sindaci alcuni poteri sulle aliquote: quella del 4 per mille sulla prima casa possono aumentarla o diminuirla del 50 per cento; sulle seconde invece posso giostrare del 3 per mille in alto o in basso su un' aliquota base del 7, 6. Non è una variabile da poco: per una casa di abitazione da 90 mq e un rendita catastale pari a 900 - ha spiegato il Codacons - tra aliquota minima e massima il conto varia da 102 a 707 euro. Insomma, l' unico dato certo è quello politico: i sindaci finora hanno perso malamente il confronto coi professori al governo. Nel decreto semplificazioni in Senato, infatti, sono stati affrontati solo un paio dei problemi messi sul tavolo dall' Anci: l' erario userà una mano più leggera nei confronti del patrimonio agricolo, di quello dei comuni e delle case ex Iacp delle cooperative a proprietà indivisa. Resta invece, per dire, il carattere fortemente regressivo dell' Imu sulle seconde case sfitte. Avendo, infatti, la nuova imposta inglobato la vecchia rendita fondiaria Irpef, tutti la pagano allo stesso modo: probabilmente chi guadagna 100 mila euro nel 2012 potrebbe pagare meno dell' anno scorso, mentre per un contribuente da 30 mila l' Imu aumenterà almeno del 10 per cento.
 
 


 

 

 
 

 



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ECONOMIA & FINANZA
Parole chiave: imu, caf
Testate: Il Fatto Quotidiano