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ECONOMIA & FINANZA - Rassegna Stampa
giovedì, 21 luglio 2011
La Provincia di Como

giovedì, 21 luglio 2011

«In alcuni casi il ricorso è possibile»
 

Un avvocato dell’associazione consumatori pronto a impugnare anche le sanzioni
 


CHE REDDITO AVETE? Il bonus bebè è ormai un rebus
E sulla stangata del bonus bebè ora
si muovono le associazioni dei consumatori.
Ieri Mauro Antonelli, il responsabile
del Codacons di Como, ha contattato
i legali del coordinamento per verificare
la possibilità di poter fare ricorso
contro l’annunciata sanzione a carico di
quei cittadini che hanno incassato il bonus
bebè pur in presenza di un reddito
familiare superiore al limite previsto dalla
finanziaria.
«Un nostro avvocato di Modena - spiega
Antonelli - ritiene che vi sia la possibilità,
per alcuni del destinatari della lettera,
di fare un ricorso contro la sanzione
di 3mila euro per il bonus bebè. Mi riferisco
a quelle famiglie il cui reddito netto
non superava nel 2005 i 50mila euro».
La questione ruota attorno all’allegato dell’ormai
famosa lettera indirizzata da Silvio
Berlusconi e tutti i neonati nel corso
del 2006. I requisiti elencati nell’allegato,
infatti, parlavano genericamente
di un reddito familiare «non superiore a
50.000 euro» senza precisare se lordo oppure
netto. «Laddove i cittadini hanno
superato il limite imposto solo con il lordo,
ma non con il netto, secondo il nostro
legale di Modena è possibile fare ricorso
».
La situazione, in ogni caso, viene seguita
dall’associazione consumatori. Antonelli,
in ogni caso, è apertamente critico
nei confronti dello Stato per la vicenda
del bonus bebè: «Cinque anni fa hanno
fatto una grande propaganda per l’erogazione
di quei mille euro, peccato che
le regole per ottenere il bonus non erano
quelle pubblicizzate e quando tu andavi
in posta ti davano un modulo da firmare
in quel momento, che probabilmente nessuno
ha neppure letto, e quasi tutti hanno
firmato, perché la propaganda riguardava
coloro che avevano avuto un bimbo
senza altri chiarimenti». Secondo il
responsabile della sede comasca del Codacons
«potrebbero esserci anche gli elementi
per denunciare il governo per pubblicità
ingannevole, anche se ovviamente
il caso è da studiare con attenzione».
Infine Mauro Antonelli commenta: «Anche
se del tetto nessuno era a conoscenza
ritengo sia ovvio che questi soldi vadano
restituiti, ma è evidente la buona
fede ed è per questo che è sbagliato il metodo
così perentorio scelto dalla Ragioneria
dello Stato per avvisare i cittadini».



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ECONOMIA & FINANZA
Parole chiave: berlusconi, bonus bebè, como, mauro antonelli, reddito, sanzione
Testate: La Provincia di Como