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giovedì, 12 gennaio 2017
La Nuova Ferrara

giovedì, 12 gennaio 2017

«Ingiustizia Carife, ricorso da valutare»


maiarelli (fondazione) dopo la bocciatura tar: neanche in nicaragua succedono cose del genere. ma i costi preoccupano




«È un' ingiustizia enorme, una cosa del genere non succede neanche in Nicaragua». Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, ieri pomeriggio era appena rientrato in aereo dalle vacanze di fine anno, «non sono certo nelle condizioni di svolgere un' analisi puntuale della sentenza», ma la sua prima reazione alla bocciatura delle istanze anti-risoluzione da parte del Tar del Lazio è veemente e lascia intendere la volontà di continuare la partita. «Nei prossimi giorni ci troveremo per valutare bene tutti gli aspetti, anzitutto capire quanto costa un ricorso al Consiglio di Stato...» si lascia sfuggire il presidente. In effetti la sentenza del Tar è dura da digerire anche dal punto di vista tecnico, oltre che per le conseguenze quasi fatali sulle sorti della Fondazione. La bocciatura delle istanze di Palazzo Crema è totale e non sembrano esserci anche in prospettiva grandi appigli, visto che i giudici amministrativi di primo grado riconoscono di non poter interferire nè sui poteri della Bce (silenzio-assenso obbligatorio o no) nè sulle valutazioni tecniche dell' istituzione di vigilanza, cioè Bankitalia. La Fondazione su questi aspetti dovrà consultarsi con il legale che ha seguito il ricorso, cioè Fabio Merusi, ma gli aspetti che più incideranno sulla decisione di proseguire fino al Consiglio di Stato sono finanziari: Palazzo Crema ha come entrate i soli dividendi della Cassa depositi e prestiti, deve affrontare oneri sui mutui e ha già ridotto al minimo vitale la sua attività e gli organici. Maiarelli non ha perso, da parte sua, un grammo di convinzione nelle ragioni della Fondazione: «Siamo di fronte a un' ingiustizia di una tale gravità... Ribadisco che noi, come i 28mila soci della banca, ci siamo limitati a votare in assemblea una richiesta dello stesso ministero, cioè la ricapitalizzazione da parte del Fitd. Non è pensabile che tutto finisca in una nuvola di vapore. C' era da aspettarselo dopo la sentenza negativa sulla Fondazione Jesì? No, lo ripeto, la nostra situazione era diversa, noi avevamo quella delibera». È presumibile che la decisione della Fondazione sia l' unica strada per tenere aperta una partita che vale diverse decine di milioni di euro, cioè il valore potenziale del capitale andato in fumo con la risoluzione del 22 novembre 2015. Il ricorso già annunciato dal Codacons riguarda infatti la questione di costituzionalità della legge sul bail-in, mentre difficilmente i piccoli azionisti che hanno visto rigettata la loro richiesta di costituzione aggiuntiva se la sentiranno di rischiare una sentenza-fotocopia in proprio. Resterebbero aperte possibilità in sede di cause civili nei confronti di ex amministratori eventualmente riconosciuti colpevoli in sede penale, ma si tratta di un percorso molto lungo e sicuramente poco gradito a Palazzo Crema, da dove provengono molti di questi ex presidenti e consiglieri. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano ciervo



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: BANCA
Parole chiave: Fondazione Carife, carife, Tar del Lazio, bail in
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