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venerdì, 17 marzo 2017

venerdì, 17 marzo 2017

MAFIA CAPITALE: LA CORTE DI CASSAZIONE DA' RAGIONE AL CODACONS



I LEGALI DELL'ASSOCIAZIONE AVEVANO DIRITTO DI PARTECIPARE ALLA DISCUSSIONE SULLE ECCEZIONI PRELIMINARI SOLLEVATE DALLE DIFESE DEGLI IMPUTATI

ORA ESPOSTO AL CSM CONTRO TRIBUNALE DI ROMA





La Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso proposto dal Codacons contro l'ordinanza di estromissione resa dalla X Sezione Penale del Tribunale di Roma nell’ambito del processo per “Mafia capitale”.
I legali del Codacons avevano contestato in Cassazione  quanto avvenuto nel corso dell'udienza del 17 novembre 2015, nella quale i difensori degli imputati - per circa otto ore - avevano sollevato diverse eccezioni preliminari per contestare la costituzione di parte civile dell’associazione, sia in proprio che per i suoi assistiti.
Terminata l'esposizione dei legali degli imputati, i difensori del Codacons chiedevano di prendere la parola per  partecipare alla discussione. Tuttavia, il Presidente del Collegio, Dott.ssa Rosanna Ianniello, rifiutava di concedere la parola al Codacons, sostenendo che i legali dell’associazione non avessero possibilità di interloquire nuovamente dopo aver esposto le ragioni della propria costituzione in giudizio ed aver depositato i relativi atti, in quanto ciò sarebbe stato escluso in applicazione dell'art. 491, comma 3 c.p.p.
All'esito di una lunga Camera di Consiglio, il Collegio estrometteva dal processo sia il Codacons che i cittadini dallo stesso rappresentati.
Appresi i contenuti della decisione, i legali Codacons impugnavano il provvedimento sopra citato dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, che ora con la sentenza n. 32741 ha definitivamente riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni addotte dell'Associazione su tale argomento: "Erroneamente, pertanto, il Tribunale ha negato l'interlocuzione delle difese di parte civile in risposta alle deduzioni delle difese degli imputati che avevano posto questioni preliminari sulle rispettive costituzioni".
Ora il Codacons, lamentando una evidente lesione dei diritti dell'Associazione, ma soprattutto degli interessi dei cittadini romani che hanno subito un danno per effetto dei reati al centro del processo “Mafia Capitale”, annunciano un esposto disciplinare al CSM nei confronti del Presidente del Collegio Rosanna Ianniello, auspicando che simili errori in futuro non si ripetano. Questo perché la decisione del Tribunale di Roma ha avuto effetti su tutto il processo e qualsiasi decisione relativa al procedimento rischia di essere impugnabile da una pluralità di soggetti.
   







Sezioni: Comunicati stampa
Aree: VARIE
Parole chiave: mafia capitale, cassazione, tribunale di roma