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ECONOMIA & FINANZA - Rassegna Stampa
giovedì, 12 gennaio 2017
Il Messaggero

giovedì, 12 gennaio 2017

Prodotti locali distrutti dal gelo, mercati invasi da ortaggi venduti a peso d' oro




AGRICOLTURA Il prodotto locale più prezioso nel periodo invernale, la zucchina, è scomparso dal mercato che è invece stato invaso da ortaggi siciliani venduti a peso d' oro. A pochi giorni dalla grande gelata gli effetti si fanno sentire a cascata sull' intera filiera con ristoranti che cambiano menù e casalinghe che, pur di non spendere quattro euro per soli due pezzi, apportano varianti alle ricette di sempre. «Già all' ingrosso ha spiegato un commerciante storico del Mof i prezzi sono saliti notevolmente. Il prodotto locale è praticamente scomparso e i venditori siciliani ne hanno approfittato». Ricostruendo l' aumento di prezzi delle zucchine è comprensibile che nessuno voglia più acquistarle: se nella struttura di viale Piemonte vengono vendute a tre euro al chilo mentre nei discount a quattro, fruttivendoli e supermercati le hanno messe in vendita addirittura a cinque e sei euro. Molti grossisti, pur di accontentare i clienti storici, hanno preferito non applicare rincari e non guadagnare nulla su quel determinato articolo ma nei supermercati i cartellini di interi reparti sono lievitati di un euro o un euro e mezzo in maniera indistinta. «Il problema sorge nelle zone di produzione meno toccate dal gelo ha aggiunto un altro grossista del Mof i prezzi schizzano proprio per la mancanza di concorrenza, non sono più il risultato dell' incontro tra domanda e offerta e non seguono più una logica. Certo che se questo fenomeno è comprensibile per alcuni prodotti, come appunto le zucchine o il sedano, è impensabile per mele, pere e altri frutti che vengono raccolti a settembre e ottobre e poi stoccati nelle celle frigorifere». Rare, se non introvabili al momento, anche altre colture regionali come finocchi e cavoli. Mentre gli operatori del settore fanno i conti con l' impennata dei prezzi, una nuova mini gelata ha dato il colpo di grazia ai coltivatori dell' Agro pontino e in particolare della Piana di Fondi. Non sono stati raggiunti i picchi dei giorni scorsi ma all' alba di ieri i termometri hanno registrato temperature comprese tra i meno 4 e i meno 5 gradi. Le serre moderne, come accaduto lo scorso weekend, hanno retto bene al colpo di coda dell' ondata di freddo con l' unico inconveniente di un costo maggiore per l' accensione del riscaldamento 24 ore su 24, mentre per le colture a campo aperto e per coloro che hanno strutture di vecchia generazione si è trattato dell' ennesima batosta. Tra mancanza di merce e rincari gli effetti della grande gelata, forse la peggiore dal lontano 1956, sono stati disastrosi ma, a sentire gli esperti, il peggio in termini di prezzi deve ancora venire. Intanto il Codacons ha presentato ieri un esposto in 104 Procure della Repubblica di tutta Italia denunciando le intollerabili speculazioni sui prezzi di frutta e verdura registrate in questi giorni e legate al maltempo. «La maggior parte dei prodotti oggi in vendita - spiega il Codacons - è stata raccolta nelle settimane scorse, quando cioè non vi era alcuna emergenza neve e freddo. Addirittura vengono spacciate per nazionali frutta e verdura provenienti da paesi esteri, allo scopo di poter rincarare i prezzi con la scusa del maltempo. Vere e proprie speculazioni intollerabili». Barbara Savodini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
barbara savodini



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ECONOMIA & FINANZA
Parole chiave: prezzi, maltempo, ortofrutta
Testate: Il Messaggero