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ECONOMIA & FINANZA - Rassegna Stampa
giovedì, 12 gennaio 2017
la Repubblica

giovedì, 12 gennaio 2017

Rape a 6 euro, pomodori a 5 la Finanza avvia i controlli "C' è ombra di speculazioni"




MARA CHIARELLI «CON 5 euro manco un piatto di rape mi posso mangiare oggi». Antonio, in pensione da un pezzo e qualche spicciolo in tasca, trascina il carrello, vuoto, tra gli scaffali del supermercato. È lui, oggi, l' emblema della forbice, smisurata, provocata dal maltempo sui prezzi alla vendita delle verdure. Costi schizzati alle stelle, complice in molti casi la speculazione di chi vende prodotti raccolti la scorsa settimana, ben prima che la neve mettesse in ginocchio coltivatori e allevatori pugliesi. I cartellini mostrano, per ogni prodotto, un divario spropositato tra il prima e il dopo. A cominciare dalle cime di rapa che a Natale si vendevano 2 euro al chilo, ieri mattina erano sul banco degli ortaggi a 6 euro. Più che raddoppiato il costo dei carciofi: da 40 a 80 centesimi a pezzo, in alcuni fruttivendoli anche a un euro. E ancora, i cavoli che costavano 1 euro e 50 al chilo, oggi sono quotati tra i 3 e i 4 euro al chilo. Non va meglio per altri prodotti, pur se provenienti da altre regioni, come zucchine (da 3 a 4-5 euro al chilo), melanzane (da 2 euro e 50 a 4 al chilo) e pomodori ciliegino (da 3 e 50 a 5 euro). Praticamente distrutta la produzione di finocchi pugliesi, che se proprio non se ne può fare a meno, costano 2-2,50 al chilo, tre volte il prezzo iniziale di 70 centesimi. Attenzione, avverte però il Codacons, che dietro quei cartellini vede da parte dei commercianti un tentativo di speculazione. E per questo ha presentato un esposto a 104 Procure italiane, incluse quelle pugliesi. «I rialzi vengono giustificati con il maltempo che ha interessato le coltivazioni e la riduzione delle produzioni. Nella realtà, tuttavia - spiegano dall' associazione dei consumatori - la maggior parte dei prodotti oggi in vendita è stata raccolta nelle settimane scorse, quando cioè non vi era alcuna emergenza neve e freddo. Addirittura vengono spacciate per nazionali frutta e verdura provenienti da paesi esteri, allo scopo di poter rincarare i prezzi con la scusa del maltempo ». Il reato che ipotizza il Codacons è aggiotaggio: «Sono vere e proprie speculazioni intollerabili sulla pelle dei consumatori e degli agricoltori - denuncia - È necessario aprire indagini su tutto il territorio e individuare gli speculatori». In realtà, sul punto è già al lavoro la guardia di finanza che ha già avviato controlli nelle attività commerciali, dichiarando guerra al carovita. I baschi verdi stanno verificando la correttezza degli adempimenti amministrativi da parte degli esercizi commerciali nella vendita dei prodotti di largo consumo. L' azione, a carattere preventivo per la tutela dei consumatori, ha lo scopo di dissuadere i commercianti dal mettere in atto manovre speculative irregolari in un periodo critico. E così ieri mattina i finanzieri, armati di penna e taccuino, hanno controllato le bolle d' accompagnamento delle merci per stimare gli eventuali rincari, prendendo nota dei prezzi esposti sui banchi di frutta e verdura. La presenza dei militari tra i banchi dei mercati e gli scaffali dei supermercati dovrebbe, in sostanza, fare da deterrente per chi intende lucrare sulla pelle dei consumatori. Lo spiega con chiarezza il comandante provinciale della guardia di finanza di Bari, il generale Nicola Altiero: «L' intento non è quello di reprimere chicchessia, ma di svolgere un' azione preventiva. L' alveo è quello amministrativo. Noi - precisa - rafforzando la nostra presenza come polizia economico-finanziaria, vogliamo dare un chiaro segnale agli operatori economici: se hanno intenzione di elevare in maniera spropositata, ingiustificata, i prezzi, approfittando del periodo di criticità dovuto alle abbondanti nevicate, dovranno fare i conti con noi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ECONOMIA & FINANZA
Parole chiave: speculazioni, prezzi, ortofrutta, maltempo
Testate: la Repubblica