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'DISSANGUATI? La guida pratica per la tutela del consumatore' a cura del Codacons - ED. DE AGOSTINI
ALIMENTAZIONE - Rassegna Stampa
lunedì, 10 marzo 2008
Giornale di Brescia

lunedì, 10 marzo 2008

Salgono i prezzi, cala la carne in tavola

Un pomeriggio al centro commerciale per tastare il polso alle abitudini di consumo dei bresciani, in tempi di magra Salgono i prezzi, cala la carne in tavola Il carovita incide sulle abitudini alimentari. Ma c'è chi dice: "La gente non vuol rinunciare a nulla" Carrelli pieni e corridoi affollati nel centro commerciale aperto di domenica La spirale del caro prezzi domina nelle ultime settimane le prime pagine dei quotidiani, e soprattutto pesa come un macigno sul bilancio delle famiglie italiane.  Dopo gli aumenti di pane, pasta e latte denunciati dal Codacons, sulla base di dati Istat, la contrazione negli acquisti potrebbe rivolgersi anche verso altri beni. Per capire come, e se, le abitudini dei consumatori si stanno adeguando all'andamento dei mercati, abbiamo visitato un centro commerciale alle porte della città. La prima impressione potrebbe trarre in inganno. Questi luoghi, infatti, sono sempre molto frequentati, specie la domenica, ancor più se di un giorno piovoso. Corridoi pieni, negozi pure, e intere famiglie con carrelli stracolmi. Ma, osservando meglio, nei carrelli compaiono molti prodotti a primo prezzo, tanta acqua, scorte di carta e latte. Poco più. E anche i negozi di abbigliamento ed elettronica sono frequentati, ma in coda, alla cassa, non c'è nessuno. La ragione? A detta degli acquirenti interpellati, "gli aumenti spropositati sono sotto gli occhi di tutti", al punto da cambiare persino le abitudini alimentari. Chi mangiava carne più volte la settimana ormai lo fa una volta sola, chi del pollo conosceva solo l'interno, ora acquista pure le ali. Certo la scelta non manca, e proprio nella possibilità di scegliere pare risieda la capacità di "sopravvivenza" del consumatore. La signora Amabile, giovanile d'aspetto ma testimone di quel passato recente della nostra storia che fu di tempi magri, sostiene che bisogna solo aver la pazienza di cercare il prodotto meno caro, e "smetterla di voler mangiare sempre e solo filetto". Per lei, la gente non vuol rinunciare a nulla, "e di fatto non lo fa". Anche se il carovita colpisce soprattutto le famiglie a reddito medio-basso, c'è chi, come Michele, sposato, senza figli e la possibilità di contare su due stipendi, preferisce comunque risparmiare, e comprare la carne direttamente dal produttore. "I prezzi salgono e il portafoglio piange - sostiene Umberto di Ciliverghe -. Per risparmiare l'unica cosa da fare è confrontare e scegliere. Così si possono risparmiare centinaia di euro e mandare un segnale forte a chi comanda". Giusto, ma chi comanda? Quando proviamo a parlare di "Mister prezzi" (il garante, ndr), non manca chi arriccia il naso. "Il problema non è vedere che i prezzi aumentano - spiega Erminia -. E non è neppure segnalare i rincari selvaggi. Il fatto è che poi nessuno fa nulla, nessuna sanzione, nessun richiamo ufficiale. Noi consumatori siamo lasciati in balia dei commercianti". Val la pena comunque di ricordare il numero verde antispeculazioni delle Camere di commercio (800955959), attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15, cui i consumatori possono rivolgersi per ottenere notizie sull'andamento dei prezzi e segnalare eventuali speculazioni.


Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: ALIMENTAZIONE, EURO, FAMIGLIA, COME DIFENDERSI
Parole chiave: carovita, euro, risparmio
Testate: Giornale di Brescia