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lunedì, 7 settembre 2015

lunedì, 7 settembre 2015

LA SORTE DELLE EDUCATRICI PRECARIE DI ROMA CAPITALE È ANCORA APPESA AD UN FILO!


LA PALLA RIMBALZA TRA COMUNE E GOVERNO…RISULTATO: CAOS TOTALE



Parte il mega ricorso al TAR del Lazio delle educatrici precarie della scuola dell’infanzia del Comune di Roma



L’assessore alle politiche del lavoro e il Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, evidentemente incapaci di risolvere il problema delle educatrici precarie del Comune di Roma - ed ansiosi di placare la tempesta delle proteste scatenatasi in questi giorni per via dell’esclusione dai bandi finalizzati all’assunzione di personale a tempo determinato del personale con contratti di durata superiore a 36 mesi - hanno ben pensato di rimettere la palla al Governo e, come era prevedibile, il Governo ha rilanciato a sua volta la palla al Comune.


Il nodo della questione, per il Comune e per il Governo, è il seguente: il limite introdotto dalla Buona Scuola alla durata massima complessiva di 36 mesi dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche ed educative statali per la copertura di posti vacanti e disponibili, può o deve trovare applicazione anche per il personale delle scuole comunali? E, in caso affermativo, può cominciare a trovare applicazione dal prossimo anno scolastico, come stabilito dalla Buona Scuola per il personale statale?

Questa è stata la posizione assunta dal Ministro Madia nella circolare del 2 settembre scorso: Valuteranno, pertanto, i comuni la sussistenza delle ragioni oggettive che, nel rispetto dei principi e delle condizioni sopra menzionate, consentano di reiterare i contratti di lavoro a tempo determinato al fine di corrispondere alle esigenze improcrastinabili collegate all'inizio del presente anno scolastico”.


La risposta di Roma Capitale, invece, doveva arrivare dapprima lunedì 31 agosto, all’esito del tavolo di confronto con i sindacati da cui il Codacons è stato ingiustamente escluso, poi è stata rinviata a venerdì e, poi, ancora una volta rinviata a data da destinarsi.

E mentre il silenzio dell’assessore e dei dirigenti si fa sempre più assordante, i “bandi della discordia” rimangono in piedi. Ma, come se non bastasse, si cerca perfino di far credere alle educatrici precarie che la soluzione sia a portata di mano e che basti rinviare di un anno l’applicazione del limite dei trentasei mesi, quando invece questa soluzione, che ad ogni buon conto oggi è solo una voce, È SOLO UN CONTENTINO!

 

Il personale precario va infatti assunto a tempo indeterminato, senza più scuse, né proroghe, come ha chiesto la Corte di Giustizia Europea.

Del resto, i precari delle scuole comunali, come i loro colleghi delle statali, i concorsi li hanno già fatti e nelle graduatorie sono già inseriti: perché, dunque, devono ora sottoporsi ad una nuova procedura selettiva? Perché devono essere inseriti in una nuova graduatoria? E perché devono ancora aspettare per stipulare un contratto di assunzione a tempo indeterminato? Per quanto tempo ancora?


Da qui la decisione del Codacons di far partire immediatamente un mega ricorso al TAR del Lazio per ottenere l’annullamento della circolare del Ministro Madia, nella parte in cui ribadisce il divieto di conclusione di contratti a tempo determinato per una durata superiore a 36 mesi, senza prevedere contestualmente l’obbligo per le P.A. destinatarie di assunzione a tempo indeterminato dei precari esclusi, nonché delle Determine Dirigenziali del 14/08/2015 del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane e dei bandi approvati in pari data di indizione di selezioni pubbliche per titoli per il reperimento di personale da assumere a tempo determinato da impiegare per le supplenze presso i nidi e le scuole dell’infanzia di Roma Capitale per l’anno educativo 2015/2016, previa richiesta di disapplicazione o, comunque, declaratoria di incostituzionalità della normativa interna di cui alla Legge 13 luglio 2015, n. 107 (cd. Buona Scuola) e al Decreto Legislativo n. 81 del 2015, per contrasto con la Direttiva 1999/70/CE, come interpretata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea il 26 novembre 2014, e con gli artt. 2, 3, 4, 11 e 117 della Costituzione.


Tale iniziativa è finalizzata a garantire alle educatrici precarie dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali una tutela di lungo periodo, che non si accontenta di proroghe di un anno, o di accessi in graduatorie ad esaurimento, “senza esaurimento”, ma pretende l’assunzione a tempo indeterminato in tempi certi attraverso l’approvazione urgente di un piano assunzioni.

Ed infatti, anche le educatrici che per questo anno educativo dovessero essere nominate devono fare ricorso, per evitare, appunto, che il prossimo anno, quando verranno “fatte fuori” dalla Amministrazione comunale perché verrà applicato il limite  iniquo di 36 mesi per l’assunzione a tempo determinato e non saranno chiaramente assunte a tempo indeterminato, risultino decadute dalla possibilità di fare ricorso, per non avere impugnato nei 60 gg. di legge la Circolare del Ministro Madia del 2 settembre scorso.


CLICCHI QUI per impugnare la circolare e i bandi di assunzione.


CLICCHI QUI, invece, per informazioni relativamente alla possibilità di chiedere - tramite una causa individuale dinanzi al Tribunale di Roma, in funzione del giudice del Lavoro, - la stabilizzazione e un adeguato risarcimento danni al Comune di Roma. Scoprirà come migliaia di suoi colleghi, anche delle scuole cd. primarie e secondarie, sono già stati risarciti direttamente dal Miur (mentre, ovviamente, nel suo caso la controparte sarà Roma Capitale). L’Associazione è impegnata già da tempo in questa fruttuosa battaglia giudiziaria.




Sezioni: Codacons in azione
Aree: SCUOLA
Parole chiave: roma, scuola, educatrici, precarie