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DOSSIER SIAE - Comunicati stampa
martedì, 18 aprile 2017

martedì, 18 aprile 2017

SIAE: CODACONS VINCE LA BATTAGLIA IN CASSAZIONE CONTRO SOCIETA’ E DIEGO CUGIA DI SANT’ORSOLA (EX CDA SIAE)



NON CI FU DIFFAMAZIONE NEL DENUNCIARE CHE LA SIAE BRUCIO’ 27,6 MILIONI DI EURO IN TITOLI LEHMAN BROTHERS INVESTITI NELLA BANCA DOVE LAVORAVA IL CUGINO DI DIEGO CUGIA, ALL’EPOCA MEMBRO DEL CDA SIAE

PER LA CORTE DI CASSAZIONE “IL FATTO NON COSTITUISCE REATO”. ORA DIEGO CUGIA DENUNCIATO PER APPROPRIAZIONE INDEBITA: RIFIUTA DI RESTITUIRE AL CODACONS E AI CITTADINI 10MILA EURO!







Si chiude con una definitiva vittoria del Codacons in Cassazione la battaglia legale che ha visto per anni contrapposta l’associazione dei consumatori alla Siae e all’ex membro del Cda della società, Diego Cugia di Sant’Orsola.
La Corte di Cassazione ha infatti assolto con formula piena il presidente Codacons Carlo Rienzi (difeso dagli avv.ti Michele Lioi e Claudio Coratella) dall’accusa di diffamazione perché “il fatto non costituisce reato”, decisione che apre ora una nuova grana legale per Diego Cugia, denunciato in Procura dall’associazione dei consumatori per il reato di appropriazione indebita.
La vicenda trae origine da una denuncia del Codacons che, riprendendo un articolo apparso su Dagospia, segnalava un investimento sbagliato da parte della Siae, che portò la società degli editori a perdere 27,6 milioni di euro investiti in titoli Lehman Brothers. Una operazione finanziaria per la quale il Codacons chiese chiarezza, considerati i fortissimi dubbi in merito ad un possibile conflitto di interessi tra Diego Cugia, membro del CdA Siae all’epoca dell’investimento, e il cugino Terenzio Cugia, all’epoca dirigente della Lehman Brothers.
Diego Cugia di Sant’Orsola querelò così il Codacons e il suo presidente, ottenendo ragione in Tribunale e in Corte d’Appello, ma le decisioni dei giudici di primo e secondo grado sono state letteralmente stravolte dalla Quinta sezione penale della Cassazione (Pres. Maurizio Fumo, Rel. Caterina Mazzitelli), che ha emesso ora una sentenza nella quale si legge:
“La Corte d’Appello avrebbe dovuto limitarsi a riscontrare il nucleo di verità incontestato insito nei comunicati Codacons, pertinente alla materialità dell’investimento effettuato presso la società Lehman ed alla sussistenza di legami familiari tra la parte lesa e Terenzio Cugia, provvisto di un ruolo gestionale preminente presso la società emittente dei titoli acquistati dalla Siae, concretizzando l’esercizio del diritto di critica la manifestazione di interrogativi in proposito, sia pure in forma ironica e allusiva. Ciò tanto più considerata la funzione del Codacons, ente preposto a tutela delle esigenze dei consumatori. Sulla scorta delle considerazioni fin qui esposte si deve pertanto procedere all’annullamento della sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato”.

Una sentenza che ora apre un nuovo doloroso fronte legale per Diego Cugia di Sant’Orsola: lo scrittore ha infatti rifiutato di restituire ai cittadini rappresentati dal Codacons 10.000 euro pagati dall’associazione a titolo di provvisionale dopo la sentenza della Corte d’Appello, sostenendo di non avere i soldi per restituire il maltolto e di essere sostanzialmente “troppo povero” per adempiere a tale obbligo. Un rifiuto che ha portato ora il Codacons a denunciare Diego Cugia alla Procura di Roma per il grave reato di appropriazione indebita.


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA REPLICA DELL'AVV. DI DIEGO CUGIA:


SPETT.LE CODACONS
 
ALLA C.A. DEL DIRETTORE RESPONSABILE
 
OGGETTO: RICHIESTA DI RETTIFICA COMUNICATO STAMPA DEL 18.04.2017
 
Egregio Direttore,
 
Il sottoscritto avv. Paolo Scodanibbio, in nome e per conto del dr. Diego Cugia di Sant’Orsola, in relazione al Comunicato Stampa pubblicato su codesto sito nella data di oggi 19.04.2017 dal titolo:
“Siae: Codacons vince battaglia in Cassazione contro societa' e Diego Cugia di Sant'Orsola (ex Cda Siae)”
richiede la immediata rettifica del comunicato, stanti le gravi inesattezze ivi contenute, ingiustamente lesive dell’immagine dell’assistito Diego Cugia di Sant’Orsola.
1)      Non corrisponde al vero che ci sia stata una battaglia legale tra il Cugia e “l’associazione dei consumatori” o il “CODACONS”: c’è stato un processo penale a carico di Carlo Rienzi per il reato di diffamazione aggravata;
2)      Non corrisponde al vero che all’esito di tale processo il Cugia debba restituire alcunchè al CODACONS e men  che meno “ai cittadini”;
3)      Non corrisponde neppure al vero che Diego Cugia non intenda restituire l’importo della provvisionale di €.10,000 ottenuto dal Rienzi (e non dal CODACONS) per la vicenda diffamatoria con il cospicuo ritardo di oltre cinque anni dalla condanna e solo dopo reiterate sollecitazioni;
4)      Il Cugia ha comunque già richiesto al Rienzi (e non al CODACONS che non è mai stato parte nel procedimento penale a carico dello stesso Rienzi, condannato nei primi due gradi di giudizio) gli estremi per corrispondere il dovuto a seguito dell’annullamento operato dalla Corte di Cassazione con sentenza depositata solo nei giorni scorsi.
5)      La notizia pubblicata dal CODACONS sull’ipotesi di denuncia per il reato di appropriazione indebita a carico di Diego Cugia o non corrisponde al vero o costringerà altrimenti lo stesso Diego Cugia a querelare per calunnia il suo eventuale firmatario, stante la assoluta infondatezza di una eventuale ipotesi di reato comunque destinata ad immediata archiviazione. 
 
Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto, in nome e per conto del proprio assistito, chiede pertanto, anche ai sensi dell’art. 8 L.47/48, della Carta dei Doveri del Giornalista e della applicabilità delle sanzioni di cui agli artt.51 della L.69/1963,  la immediata rettifica del Comunicato si cui sopra, le cui inesatte notizie risultano lesive della reputazione del dr. Cugia di Sant’Orsola, con riserva di agire giudizialmente nelle competenti sedi per la tutela dei diritti lesi.
 
Roma, 19.4.2017
 
Avv. Paolo Scodanibbio



RISPOSTA DEL CODACONS:


Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera dell’avv. Paolo Scodanibbio in dichiarata rappresentanza del Sig. Diego Cugia di Sant’Orsola che, peraltro, non sottoscrive la medesima lettera, e che quindi non può essere presa in considerazione dal Codacons mancando anche una procura valida attuale del suddetto a  favore dell’avvocato scrivente.

Tale lettera la commentiamo come segue:

1-    non è solo vero ma verissimo che vi è stata una battaglia giudiziaria tra il Sig. Cugia e il Codacons. Infatti il primo ha querelato il Codacons per comunicati stampa dell’associazione pubblicati sul sito web dell’associazione; comunicati che riprendendo il sito di Dagospia affermavano che il Cugia aveva investito come componente del Cda Siae 40 milioni di euro dei soci Siae in titoli Lehman Brothers dove lavorava il cugino (“cuginismo” titolava Dagospia), e con la consulenza dello stesso cugino. Tali danari degli autori ed editori sono andati in gran parte persi in quanto la Lehman – che non era nemmeno una banca -  fallendo ha lasciato tutti a secco e ciò ha prodotto un grave danno ai soci Siae;
2-    è vero che il Cugia deve restituire i soldi al Codacons poiché il Codacons pagò dal proprio conto i soldi ora da restituire, in quanto la condanna era stata determinata da attività del Codacons e non di Rienzi, e che i soldi fossero del Codacons e quindi dei cittadini lo sa benissimo il Cugia e siamo pronti a rinfrescargli la memoria;
3-    il Cugia ha dichiarato (come da noi riportato in un comunicato di poco fa) di non voler restituire i soldi e solo dopo la diffida a lui notificata ora sembra che abbia cambiato idea. Resta da chiedersi se prima avesse detto una bugia per tentare di sfuggire alle proprie responsabilità o se stia dicendo una bugia ora. Lo capiremo se e quando riceveremo in restituzione l’assegno circolare di 10.000 euro oltre interessi da allora ad oggi;
4-    se Cugia non restituirà il danaro ai cittadini sarà inevitabile denunciarlo per appropriazione indebita alla cui configurazione serve proprio la diffida  a lui notificata dal Codacons;
5-    quanto ad una lettera farneticante dell’avv. del Cugia in cui si accusa l’avv. Rienzi di non si sa quali malefatte, si precisa a costui che l’avv. Rienzi fino ad ora nessuna dichiarazione o comunicato ha diramato lasciando ogni iniziativa alla sua associazione, e che la frase “comportamento moralmente discutibile quanto deontologicamente scorretto posto in essere dall’avv. Rienzi “ sarà oggetto, come le altre frasi ivi contenute, di querela nei confronti sia dell’avvocato che del Cugia, mentre sarà il Codacons a valutare se denunciare i medesimi anche per calunnia per la ridicola accusa di “diffamante articolo contenente notizie in parte false in parte riservate”,  laddove il Codacons non ha nessun dovere di riservatezza relativamente a lettere dirette all’associazione, ma anzi esercita ed eserciterà sempre il diritto di cronaca e di critica.





Sezioni: Comunicati stampa
Aree: DOSSIER SIAE, VARIE
Parole chiave: carlo rienzi, Cassazione , siae, Lehman Brothers