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giovedì, 12 gennaio 2017
Il quotidiano della Calabria

giovedì, 12 gennaio 2017

Sofferenze in calo per le imprese


i valori restano lontani a quelli del 2008, nessun miglioramento al sud




MILANO - Calano le sofferenze delle imprese non finanziarie italiane nel primo semestre del 2016, non capitava dall' inizio della crisi. E le sofferenze continueranno a calare fino alla fine del 2018, anche in caso di una crescita modesta ed anche quando il quantitative easing della Bce finirà. Lo certificano l' Abi e Cerved, gruppo leader europeo nel valutare il merito del credito delle aziende, in un rapporto presentato ieri da cui però emerge anche un rallentamento della diminuzione dei crediti deteriorati rispetto alla stima dell' aprile scorso. In termini assoluti, nei primi sei mesi del 2016 le banche hanno passato in sofferenza un ammontare di prestiti alle imprese pari a circa 12 miliardi di euro rispetto ai 15 miliardi dello stesso periodo del 2015, un calo del 18% su base annua e del 38% rispetto al picco del 2013. Fatto 100 il totale degli importi erogati alle imprese nei primi sei mesi del 2016, solo il 3,9% di quelli concessi alle imprese non finanziarie è entrato in sofferenza, rispetto al 4,4% di un anno prima. La tendenza secondo Abi e Cerved è destinata a durare. Stimando un Pil di +0,9% nel 2017 e di +1,2% nel 2018, il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% di fine 2016 al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. Valori che però restano lontanissimi rispetto a prima della crisi, nel 2008 si viaggiava all' 1,5%. Il calo è omogeneo, riguarda tutti i settori economici e in tutte le aree geografiche, con la sola eccezione delle Isole e del Mezzogiorno. Qui il tasso è atteso al 5,2% a fine 2016, lo stesso livello dell' anno precedente per poi calare al 3,7% afine 2018. Nel 2016 nel resto della Penisola rispetto al 2015 i tassi di entrata in sofferenza si riducono di 2-3 decimi percentuali: nel Centro i tassi si riducono dal 4,3% al 4,1% per scendere al 2,9% nel 2018, a Nord Ovest passano dal 3,2% al 2,9% per poi arrivare al 2%, mentre il Nordest si qualifica come l' area meno rischiosa del Paese dove i tassi passano dal 3% al 2,6% ed arriveranno all' 1,8% alla fine del prossimo anno. Dal punto di vista settoriale, le rilevazioni di Abi e Cerved indicano che nell' industria prosegue il miglioramento iniziato nel 2014: il tasso di ingresso in sofferenza è previsto, infatti, al 2,8% in diminuzione di tre decimi rispetto all' anno precedente per poi arrivare al 2% nel 2018. Continua, ma a ritmi ancora lenti, la riduzione del tasso di ingresso in sofferenza nelle costruzioni, che è passato dal 5,9% del 2014, al 5,8% del 2015 e a un valore stimato al 5,7% a fine 2016, ancora più del triplo del livello pre -crisi (1,8%) e che scenderà al 3,9% a fine 2018. Nei servizi accelera il miglioramento iniziato nel 2014, con i tassi di sofferenza stimati per il 2016 al 3,3%, due decimi in meno dell' anno precedente, con previsione all' 1,6% nel 2018. Guardando poi alle tipologie delle imprese, le microimprese con meno di 10 addetti fatturato o attivo sotto i 2 milioni di euro si confermano le più rischiose: ogni 100 prestiti erogati, si stima che nel 2016 ne entrino in sofferenza 3,8 rispetto ai 4,1 del 2015, nel 2018 la stima prevede un calo al 2,7%. Per le piccole imprese, ovvero quelle con un numero di addetti compreso tra 10 e 50 con un giro d' af fari compreso tra 2 e 10 milioni di euro, il tasso di sofferenza è stimato al 3% nel 2016, in calo frazionale dal 3,1% nel 2015, mentre al 2018 si stima un calo al 2%. Ancora meglio faranno le medie imprese, con numero di addetti tra 50 e 250 e fatturato fino a 50 milioni, dove i finanziamenti destinati a trasformarsi in sofferenze per il 2016 dovrebbero essere pari al 2,3% dal 2,4% del 2015, e che nel 2018 sono previsti in calo all' 1,4%. Infine le grandi società con più di 250 addetti e fatturato sopra i 50 milioni, registrato un tasso di entrata in sofferenza dei finanziamenti pari all' 1,7% nel 2016, dal l' 1,8% del 2015, con un calo atteso al 2018 all' 1%. diritto alla trasparenza riconosciuto in Italia dalla legge 241/90, e che consente al Codacons che in Italia rappresenta il maggior numero di risparmiatori danneggiati tra Mps, Etruria, Bpvi, ecc., di attivarsi in tal senso a difesa dei propri assistiti. Intanto l' aula del Senato dovrà esprimersi questa mattina sui requisiti di necessità e urgenza del decreto Salva risparmio che consente il salvataggio pubblico di Mps. La votazione si è resa necessaria a causa di un blitz del M5s. Non essendo stata raggiunta l' unanimità nel voto in commissione Affari costituzionali sulla calendarizzazione urgente del provvedimento, infatti, il M5s ha approfittato di un articolo del regolamento che consente a chi raccoglie almeno 30 firme di chiedere la votazione in Aula. Il Pd ha inviato un messaggio di avviso ieri a tutti i senatori.
 



Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: BANCA
Parole chiave: sofferenze , banche, debitori
Testate: Il quotidiano della Calabria