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COME DIFENDERSI - Rassegna Stampa
martedì, 1 aprile 2008
Messaggero Veneto

martedì, 1 aprile 2008

Delle sette associazioni che avevano avviato il progetto ne è rimasta una.

Servizio poco conosciuto e quasi per nulla usato dalla cittadinanza.

SAN VITO. Era stato inaugurato un anno fa a pochi giorni dalla giornata del consumatore, sperando probabilmente in un segnale benaugurante. Non è stato così: a 12 mesi di distanza dal taglio del nastro, lo sportello dei consumatori non funziona come era stato preventivato e delle associazioni che avevano avviato il progetto ne è rimasta solamente una. Doveva essere una risposta al mercato e alla sua velocità, un collegamento tra il cittadino e le istituzioni. Un progetto-pilota in tutta la regione: per la prima volta il cittadino "gabbato" da prodotti del mercato avrebbe trovato a propria disposizione chi poteva tutelarlo e difenderlo. Tutto questo semplicemente andando in municipio. Una iniziativa prevista dalle legislazioni nazionale e regionale in materia. Ma a un anno di distanza il bilancio del servizio è desolante: il funzionamento è stato difficile e, delle sette associazioni che avevano avviato il progetto, è rimasta soltanto Federconsumatori. Sin dall'inizio lo sportello ha dimostrato di non essere conosciuto dai cittadini, tanto che si era pensato, in un primo momento, di partire con una massiccia campagna di informazione.  Con l'andar del tempo, però, è emerso che c'erano difficoltà tra le stesse associazioni che avevano aderito allo sportello: Adoc, Lega consumatori, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori, Cittadinanzattiva e Adiconsum. Il primo problema riguardava la gestione dello spazio: lo sportello è unico e le associazioni se lo dividevano secondo orari ben definiti. Altra questione emersa durante l'anno è che qualcuna di queste associazioni faceva pagare ai cittadini la tessera prima di fornire il servizio. Alla fine la maggior parte si è allontanata ed è rimasta solamente Federconsumatori a operare. Le ragioni dell'insuccesso sono diverse. Sta di fatto che adesso l'amministrazione comunale dovrà decidere che cosa fare. All'avvio del progetto lo sportello era un tassello di un piano generale a difesa dei cittadini e dei consumatori: erano stati annunciati anche la costituzione della consulta dei cittadini, incontri pubblici su diversi temi, percorsi scolastici di educazione al consumo consapevole ed educazione alimentare e iniziative di sensibilizzazione sull'ambiente, sul consumo equo e solidale e sull'esperienza della banca etica. Tutti propositi per ora rimasti sulla carta.


Sezioni: Rassegna Stampa
Aree: COME DIFENDERSI
Parole chiave: san vito
Testate: Messaggero Veneto