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martedì, 5 ottobre 2010
Il Quotidiano

martedì, 5 ottobre 2010

Sviluppo economico, Paolo Romani ministro Pd: "Così trionfa il conflitto d'interessi"

Riva del Garda (Trento), 4 ottobre 2010 - Paolo Romani è il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Il viceministro ha giurato davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano alle 19. Nella sala della Pendola erano presenti il premier Silvio Berlusconi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Napolitano è arrivato con qualche minuto di ritardo e nell’attesa Berlusconi si è avvicinato ai giornalisti: "Volete che vi racconti una storiella? - ha detto - Quando uno non ha niente da fare...".

Alla fine della cerimonia il premier e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, dopo il giuramento al Quirinale, hanno accompagnato il neo ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani al dicastero di via Veneto. Berlusconi e Letta si sono trattenuti al ministero pochi minuti e poi sono andati via senza rilasciare dichiarazioni.

 

LE REAZIONI

CASINI - "Avrei preferito Confalonieri: sia per la sua conoscenza del mondo dell’impresa, sia per la sua conoscenza del mondo televisivo", ha detto Pier Ferdinando Casini interpellato in merito alla nomina di Romani a Ministro dello Sviluppo Economico.

ROTONDI - "Auguri al neo ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani che assume la guida di un dicastero prestigioso e un’eredita’ autorevole lasciata da Claudio Scajola. Quella di Romani e’ una scelta di eccellenza che premia un politico bravo, attento, scrupoloso. Sapra’ fare bene ed entra in un esecutivo che ha risolto tante emergenze e conseguito risultati importanti", dichiara il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi.

RONCHI -  "Una scelta giusta, che rafforza la solidità del governo", dice il ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi. "Non vedo alcun conflitto di interessi", ha aggiunto Ronchi.

CAPEZZONE - "Desidero inviare a Paolo Romani i migliori auguri di buon lavoro per l’incarico che assume. Tutte le persone ragionevoli, ovunque collocate, comprendono che il nuovo Ministro dello Sviluppo ha un compito importantissimo, che è interesse di tutti sostenere", afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.
"Anche le opposizioni, se trovassero un momento di ragionevolezza e di senso di responsabilita’, dovrebbero comprendere che, almeno sul terreno della ripresa economica, il loro compito sarebbe quello di confrontarsi e concorrere in modo positivo", conclude.

 VITA (PD) - "Con la nomina di Paolo Romani allo Sviluppo economico, ottiene il rango di ministro uno degli autori della legge Gasparri. Seppure si tratti di una persona di notevole conoscenza dei settori della comunicazione, indubbiamente capace, la sua scelta rappresenta una volta di piu’ il trionfo del conflitto di interessi del presidente del Consiglio", dice Vincenzo Vita del Pd, componente commissione Vigilanza Rai.

CONFAPI - La Confederazione della piccola e media industria privata che raggruppa 120 mila imprese con 2,3 milioni di addetti, esprime soddisfazione per la nomina di Paolo Romani in qualità di Ministro per lo Sviluppo Economico.
"Si tratta di un uomo capace e da sempre attento ai problemi delle Pmi, in grado di proseguire con altrettanta professionalità il lavoro svolto fin qui, ad interim, dal premier Silvio Berlusconi - afferma Paolo Galassi, Presidente di Confapi - A lui vanno i nostri migliori auguri per questo importante incarico, tanto strategico, quanto delicato, in questa particolare fase di transizione per la nostra economia".

CODACONS -  La nomina di Paolo Romani alla guida del ministero dello Sviluppo economico è "una pessima scelta" per il Codacons, secondo il quale Romani, "essendo gia’ viceministro non puo’ certo rappresentare una discontinuita’ rispetto alla politica antiliberista finora seguita dal governo".

"In qualita’ di viceministro - attacca l’associazione dei consumatori in una nota - ha condiviso tutto quanto fatto dal suo predecessore Scajola e personifica, quindi, la gestione fallimentare di questo ministero chiave che finora non solo non ha proceduto alle auspicate liberalizzazioni, ma le ha addirittura ostacolate, come nel provvedimento sul caro carburanti che prevede addirittura prezzi fissi per 7 giorni, facilitando cosi’ eventuali accordi collusivi tra le compagnie".

Per il Codacons era necessaria, invece, "una figura vicina ai problemi dei consumatori, che tra i petrolieri o gli automobilisti scegliesse di difendere questi ultimi, insomma una personalita’ capace, nell’interesse generale, di andare anche contro gli interessi delle potenti lobby che dirigono questo Paese: banche, assicurazione, compagnie telefoniche, petrolieri".

 

API IRONIZZA SU CALEARO - “Colpisce che in una giornata così triste sul piano personale, nessuno - proprio nessuno - si sia ricordato di lui. Di fronte alla nomina di Romani a ministro dello Sviluppo economico, voglio esprimere la mia più sincera solidarietà a Massimo Calearo”. Si affida all’ironia Luciano Nobili, portavoce romano di Alleanza per l’Italia, il movimento guidato da Francesco Rutelli.

“E` un peccato, anzi un`ingiustizia vera e propria, che non sia stata premiato il suo opportunismo, la sua capacità di muoversi senza scrupoli da una parte all`altra dello scacchiere politico, la sua specchiata correttezza nei confronti degli elettori conclude il giovane esponente di ApI - dopo 154 giorni di attesa per lui solo una cocente delusione. Gli sono vicino”.
 

IL CURRICULUM DEL NEOMINISTRO - Paolo Romani ha lavorato in passanto anche come inviato di guerra. Nel suo curriculum spicca infatti, tra le altre esperienze, quella di giornalista, testimone di conflitti che hanno segnato la storia degli ultimi trent’anni. Ma è stato nel settore televisivo che ha maturato tutta la sua carriera.

 

Nato a Milano il 18 settembre 1947, sposato con tre figli, risiede a Cusano Milanino. Ha conseguito il diploma di maturità classica. È giornalista pubblicista. Alle ultime elezioni è stato eletto nel Popolo della Libertà e dal 30 giugno 2009 è vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni.

 

Prima di occuparsi di politica è stato editore di televisioni locali: nel 1974 con l’avvio delle trasmissioni di TV Libera, seconda emittente privata italiana, contribuisce alla rottura del monopolio radiotelevisivo italiano gettando le basi del futuro mercato dell’emittenza privata. Dal 1974 al 1985 è direttore generale di Rete A con l’editore Alberto Peruzzo, mentre dal 1986 al 1990 è amministratore delegato di Telelombardia.

 

In questo periodo è anche corrispondente di guerra e segue la rivoluzione rumena del 1989, la guerra dell’ex Jugoslavia ed i conflitti in Iran-Iraq. Nel 1974 fonda TVL Radiotelevisione Libera (già Telelivorno), di cui assume la carica di Presidente sino al 1976. Dal 1990 al 1994 è editore di Lombardia 7 che cede nel 1995 dopo l’elezione alla Camera dei Deputati.

 

Inizia la carriera politica nel 1994 quando viene eletto in Forza Italia. Nominato vice presidente della Commissione Difesa, fa parte anche della commissione Finanze e della Giunta delle elezioni e della Commissione per il riordino del settore radio-tv. Nella XIII Legislatura è eletto nelle fila del Polo della Libertà: è componente della Commissione trasporti, Poste e Telecomunicazioni e capogruppo della Commissione bicamerale per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

 

Nella XIV legislatura eletto nella Casa delle Libertà, è nominato presidente della Commissione Trasporti poste e telecomunicazioni e sottosegretario alle Comunicazione del Governo Berlusconi III. Dal 1998 al 2005 è coordinatore regionale di Forza Italia in Lombardia.



Sezioni: Rassegna Stampa Consumernews
Aree: ECONOMIA & FINANZA
Parole chiave: andrea ronchi, claudio scajola, daniele capezzone, francesco rutelli, gianfranco rotondi, gianni letta, giorgio napolitano, massimo calearo, paolo galassi, paolo romani, pierferdinando.. e altre
Testate: Il Quotidiano