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CLASSACTION - Codacons in azione
venerdì, 30 settembre 2016

venerdì, 30 settembre 2016

"TASSA" SUI SALVATAGGI BANCARI?

NOI DICIAMO NO!

L'Associazione interviene contro l'ennesimo tentativo di “scaricare” sui cittadini gli oneri del salvataggio delle quattro banche, e mette a disposizione degli interessati una diffida per impedire l'addebito di queste somme sui c/c



I FATTI. Qualcuno lo temeva fin dall'inizio: e infatti, puntuale, è bastato qualche mese per la doccia gelata. A quanto si apprende da fonti di stampa, infatti, è in arrivo la “tassa” sui salvataggi bancari, che sarà applicata sui conti correnti degli italiani.

Alcune banche (segnatamente Banco Popolare, UniCredit e Ubi) starebbero, infatti, inviando comunicazioni ai propri clienti, e informando dell’applicazione di questo nuovo e suggestivo balzello, il cui importo arriva fino a 25 euro. Ovviamente non si tratta di una tassa nel vero senso della parola, ma di un modo per “rientrare” - a danno dei correntisti - delle spese sostenute: l'aumento dei costi di gestione dei conti correnti andrebbe (di fatto) a coprire le spese sostenute dagli istituti per il finanziamento del Fondo di garanzia dei depositi e del Fondo Nazionale di Risoluzione: quello, per intenderci, intervenuto in soccorso delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti) salvate lo scorso novembre.

LA STANGATA. Non si tratta di un'operazione da poco: sommando i clienti delle tre banche, infatti, si raggiunge un totale di 12,4 milioni di famiglie e imprese clienti. Più o meno il 20% della popolazione italiana, quindi, si è trovata (o si troverà) sull’estratto conto una “tassa” in più da pagare. Gli istituti “scaricano” (una volta di più) sul pubblico il costo del salvataggio delle banche. Ne deriva una vera e propria stangata, che rappresenta anche una beffa in più per i cittadini italiani: non era bastato, infatti, lo schiaffo rappresentato dall'inaudito crac di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti, che ha purtroppo ridotto sul lastrico tanti piccoli risparmiatori incolpevoli?

L'INIZIATIVA CODACONS. L'Associazione ha scelto di intervenire per tutelare i diritti dei cittadini e dei risparmiatori italiani. Mentre i danni del terremoto sono pagati dalla collettività (e non dalle banche), come accade puntualmente, le conseguenze della mala gestio degli istituti di credito finiscono regolarmente sulle spalle degli italiani.

Per contrastare questa prassi, del tutto inaccettabile, il Codacons mette a disposizione degli interessati una diffida da recapitare al proprio istituto, intimando di non addebitare somme volte a coprire le spese sostenute per il Fondo di garanzia dei depositi e per il Fondo nazionale di risoluzione. Un atto necessario per tutelare i propri diritti, e per adire - ove tale invito venga disatteso - le vie legali.

Per scaricare la diffida clicca qui.

L’iscrizione avviene tramite l'invio di un SMS al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2017 (al costo onnicomprensivo di € 2,03, di cui una parte destinata alla campagna sociale in favore dell’Associazione Mary Poppins www.assomarypoppins.it che si occupa dei bambini ricoverati nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I di Roma).





Sezioni: Codacons in azione
Aree: CLASSACTION
Parole chiave: banca etruria, banca marche, tassa, salvataggi bancari, tassa boschi, boschi tax, carife, carichieti