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lunedì, 10 ottobre 2016

lunedì, 10 ottobre 2016

TEST MEDICINA 2016: IL CODACONS IN CAMPO PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO

L'Associazione avvia un ricorso al TAR: possono partecipare tutti gli aspiranti medici che abbiano sostenuto le prove del test d'ingresso e non siano risultati idonei



I FATTI. I candidati aumentano, ma i posti a disposizione calano. È il paradosso dei test di Medicina, lo spauracchio di tanti studenti costretti a confrontarsi con il “numero chiuso” prima di accedere al corso di studi preferito. Anche quest'anno, infatti, si è riproposto il consueto sbarramento previsto dal Ministero: 60 quesiti a cui i candidati hanno dovuto rispondere in 100 minuti. È così che si è abbattuta la scure della selezione sulla massa degli aspiranti medici: basti pensare che solo per la prova di Medicina e Odontoiatria le domande sono state 62.695 (2.056 in più rispetto all'anno scorso) ma che per Medicina i posti disponibili sono diminuiti ulteriormente (ne sono stati messi a disposizione 9.224, 306 in meno rispetto ai 9.530 della scorsa estate). In parole povere, al primo anno di Medicina viene ammesso un aspirante ogni sette: per tutti gli altri, invece, non c'è posto.

LE POLEMICHE. Come al solito, però, non sono mancate le polemiche. Da questo punto di vista, le differenze con gli anni precedenti sono state davvero poche: dai problemi burocratici all'utilizzo di smartphone o altri dispositivi informatici, dal mancato rispetto dei tempi di consegna alle questioni relative all’assegnazione dei posti. Senza dimenticare la formulazione errata di alcune domande, la mancata schermatura delle aule (per impedire l’impiego di strumenti tecnologici), i controlli del tutto lacunosi, la violazione della segretezza e dell'anonimato di alcune prove. Quanto basta, insomma, per sollevare alcuni legittimi dubbi sull'esito finale.

IL TEST. Al di là delle questioni specifiche, comunque, è proprio il sistema del “numero chiuso” a essere messo in discussione. All'estero, in molti casi, la selezione c'è ma viene “rinviata”: al termine del primo anno di studio (come accade in Belgio o in Francia) è prevista una prova per verificare lo stato delle conoscenze dei candidati.

Il “numero chiuso”, insomma, non è affatto l'unica soluzione possibile. E non è un caso se questo sistema viene contestato in primis dagli studenti, che denunciano una grave lesione del diritto allo studio. Una buona parte degli aspiranti medici, peraltro, sceglie la via della “fuga” verso l'Est Europa e la Spagna, dove possono studiare indisturbati: certificando, ancora una volta, la perpetua crisi di sbarramenti e divieti d'accesso italiani.

L'INIZIATIVA CODACONS. Di fronte a questa situazione, il Codacons ha scelto di intervenire. L'Associazione organizza un ricorso innanzi al TAR Lazio finalizzato a impugnare le graduatorie pubblicate il 4 ottobre 2016. Lo scopo è quello di garantire il diritto allo studio a tutti gli aspiranti medici che abbiano sostenuto le prove del test d'ingresso e non siano risultati idonei.

Non è più possibile aderire a questa iniziativa.





Sezioni: Codacons in azione
Aree: CLASSACTION
Parole chiave: test medicina, codacons ricorso test, ricorso test medicina, test ingresso, medicina, ricorso TAR