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lunedì, 21 dicembre 2015

lunedì, 21 dicembre 2015

UN BOLLINO ETICO PER COMBATTERE IL CAPORALATO


I consumatori possono contribuire alla battaglia per una nuova cultura del lavoro agricolo contro sfruttamento, caporalato e illegalità sostenendo le aziende che hanno aderito alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”




L'Eurispes stima al 32% l'incidenza del sommerso in agricoltura. Una cifra in aumento negli ultimi anni: 27,5% nel 2011, 29,5% nel 2012, 31,7% nel 2013. E il giro d'affari legato al business delle agromafie, secondo le stime della Direzione nazionale antimafia, è di 12,5 miliardi di euro all'anno.

Tra questi dati si annida la piaga del caporalato: 400mila lavoratori invisibili sparsi per tutto il Paese, privi di qualsiasi diritto e qualsiasi garanzia. Un reclutamento massiccio, tanto al Nord quanto al Sud, di donne (soprattutto) e uomini disperati. Non solo stranieri: giovani madri e padri disoccupati per lo più, in cerca di un impiego, anche illegale, per portare a casa a fine giornata una paga che - quando va bene - raggiunge a malapena i 30 euro.

“Un fenomeno da combattere come la mafia”, come ha riconosciuto il ministro Martina, di fronte alla strage che continua a consumarsi nelle nostre campagne.

Proprio per contribuire a combattere questo fenomeno, il Codacons intende sostenere le aziende che hanno aderito alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”, l'organismo autonomo nato per rafforzare le iniziative di contrasto dei fenomeni di irregolarità e delle criticità che caratterizzano le condizioni di lavoro nel settore agricolo. Per tutti i consumatori, infatti, l’acquisto dei prodotti delle imprese agricole in regola con le leggi e i contratti di lavoro rappresenta un dovere civile e morale.

Per questo, l'Associazione contribuisce a diffondere e pubblicizzare l'elenco delle aziende che hanno ottenuto il bollino etico, disponibile al seguente link:

Rete del lavoro agricolo di qualità – Aziende ammesse

Questi i requisiti necessari per avanzare richiesta di iscrizione alla Rete:

a) non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di imposta sui redditi e sul valore aggiunto;

b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a);

c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Le domande vengono esaminate dalla Cabina di regia della “Rete del lavoro agricolo di qualità”, presieduta dall'INPS e composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle organizzazioni professionali agricole, dei Ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell'Economia e della Conferenza delle Regioni.

In caso di esito positivo, le aziende selezionate entrano a far parte della Rete e ricevono il certificato che ne attesta la qualità.




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