INTERROGAZIONE ORALE CON CARATTERE D'URGENZA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, AL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, AL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
Premesso che:
- Il decreto legge n. 355 del 24 dicembre 2003, approvato dal Governo ed in vigore dal 1o aprile 2004, prevede che 40 milioni di automobilisti dovranno dotarsi di giubbotti e bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità.
- Tali giubbotti e bretelle retro-riflettenti debbono essere indossati dai conducenti dei veicoli a motore immatricolati in Italia in caso di arresto del veicolo.
- Il decreto legge n. 475 del 1992 in materia di dispositivi di protezione individuale (di seguito indicati con la sigla DPI) prevede che si intendono per DPI i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l'indossi da rischi per la propria incolumità e sicurezza.
- Il succitato decreto legge 475/1992 considera, altresì, DPI:
- l'insieme costituito da prodotti diversi, collegati ad opera del costruttore, destinato a tutelare la persona da uno o più rischi simultanei;
- un DPI collegato, anche se separabile, ad un prodotto non specificamente destinato alla protezione della persona che lo indossi o lo porti con se';
- i componenti intercambiabili di un DPI, utilizzabili esclusivamente quali parti di quest'ultimo e indispensabili per il suo corretto funzionamento;
- i sistemi di collegamento di un DPI ad un dispositivo esterno, commercializzati contemporaneamente al DPI, anche se non destinati ad essere utilizzati per l'intero periodo di esposizione a rischio.
- I giubbotti catarifrangenti che, a partire dal 1o aprile 2004, verranno imposti a 40 milioni di automobilisti (i quali identikit sono curiosamente sovrapponibili a quelli di una nota multinazionale nel settore della fotografia e cartellonistica stradale) non sembrano rispondere ai criteri di sicurezza previsti dal decreto n. 475 del 1992, poiché facilmente infiammabili.
- Le Associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori avrebbero presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma in cui chiederebbero di accertare se tali prodotti, considerato il loro altissimo livello di infiammabilità, rispondano o meno ai requisiti di sicurezza previsti dal decreto n. 475 del 1992 e se, dietro tale decreto, non si possano nascondere le ragioni di un fiorente business, quantificabile in 500 milioni di euro.
Si chiede di sapere
- Se risponda al vero che non sia stato ancora pubblicato il relativo Capitolato di fornitura dei giubbotti e delle bretelle retroriflettenti, quale documento ufficiale che ne stabilisce le caratteristiche tecniche di omologazione e, nell'ipotesi affermativa, se i prodotti messi in vendita prima della pubblicazione dello stesso Capitolato, non debbano considerarsi abusivi, in quanto privi dei requisiti che dovranno essere fissati, ivi inclusi quelli relativi alla sicurezza, previsti dal decreto legge 475/92.
- Se il Governo sia a conoscenza delle circostanze esposte in premessa e dell'eventuale business sulla vendita dei suddetti giubbotti catarifrangenti, i quali ultimi, piuttosto che prevenire, andrebbero ad aumentare i livelli di rischio degli utenti e dei consumatori, data la loro facile infiammabilità.
- Se, qualora il Governo abbia acquisito informazioni in tal senso, intenda intraprendere delle misure urgenti per garantire l'incolumità e la sicurezza pubblica, disponendo il ritiro immediato dei giubbotti catarifrangenti in commercio.
- Se, considerata la normativa europea, il Governo non giudichi discriminatorio che l'obbligo di indossare i giubbotti e le bretelle retro-riflettenti ad alta visibilità sia imposto solo ai conducenti dei veicoli immatricolati in Italia e non anche ai conducenti di quelli immatricolati all'estero.
Roma lì, 10 Marzo 2004
Sen. Giuseppe Vallone
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