REFERENDUM

11 febbraio 2003 dalla 'GAZZETTA DEL SUD ON LINE':

LA SERVITU' COATTIVA
In primavera il referendum abrogativo


Quanti messinesi sanno che in primavera si terrà, insieme a quello "famigerato" sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, un referendum sull'elettrosmog? O meglio: sull'abrogazione della cosiddetta «servitù coattiva di elettrodotto». Agli italiani, la cui sensibilità in materia è cresciuta negli ultimi anni, ma anche su questo campo siamo molto in ritardo rispetto ad alcuni paesi europei, sarà chiesto di far cadere l'obbligo per il proprietario di un fondo di rendere attraversabile il proprio territorio da un elettrodotto.
Ma in cosa consiste l'elletrosmog? Si tratta (in estrema sintesi) di vibrazioni della materia dovute a campi magnetici e determinate da fonti di energia naturali, come il sole, o artificiali, cavi elettrici o antenne. Sui rischi per la salute la scienza è divisa. Ma lo Iarc (agenzia di ricerca sul cancro) denuncia rischi di aumento delle leucemie infantili. I limiti. Nell'agosto scorso un comitato di ministri, presieduto dal titolare del dicastero dell'Ambiente, ha fissato limiti meno severi all'elettrosmog. La soglia di attenzione è di 10 microtesla per gli elettrodotti vicini a edifici frequentati per almeno quattro ore al giorno e 3 microtesla per quelli di nuova realizzazione. Sempre la scorsa estate, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Gasparri che sveltisce le procedure per l'installazione di infrastrutture legate alle telecomunicazioni: dai telefonini Gsm e Umts alla televisione digitale, fino ai dispositivi radio per la trasmissione in banda larga. Ora il referendum su cui, fatte le debite eccezioni, non si è mai parlato, eppure se gli italiani voteranno «sì» il settore sarà rivoluzionato. Si chiede l'abrogazione di una norma che risale a 70 anni fa, appunto la «servitù coattiva di elettrodotto», quando il belpaese era ancora ben lungi dall'essere invaso dai tralicci. (f.ce)


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