| REFERENDUM AMBIENTALI |
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A proposito di elettrosmog Leggendo l'intervista del Ministro Gasparri a proposito dell'elettrosmog (Corriere del 10/2/03) mi sono chiesto se è giustificato l'ottimismo del Sig Ministro quando afferma che esistono dati conclusivi che escludono una correlazione tra tumori ed elettromagnetismo. Per una vicenda personale mi sono preso la briga di fare una ricerca scientifica (con gli strumenti che mi sono congeniali per la mia pratica clinica come "medline") sul problema dei campi elettromagnetici. I lavori pubblicati sull'argomento non sono dirimenti per quanto riguarda il rischio per la salute umana sebbene è stato ipotizzato nella popolazione esposta un aumentato rischio di tumori cerebrali e leucemie soprattutto in età pediatrica . Anche un organismo indipendente come l'organizzazione mondiale della sanità (OMS), citata dal Ministro, non è in grado attualmente di affermare che esiste un aumentato rischio per la salute. Ma non essere in grado di dimostrare non significa escludere la possibile correlazione. Infatti nell'incertezza l'OMS invita i paesi ad adottare norme precauzionali. Perche' non bisogna stare tranquilli quando si afferma che non ci sono al momento evidenze scientifiche che mettono in relazione l'esposizione a campi elettromagnetici e il cancro? La risposta è che gli studi epidemiologici sono molto efficaci ad identificare "grandi"effetti come ad esempio la correlazione sul fumo di sigaretta e il cancro del polmone; mentre sono meno capaci di distinguere un "piccolo" effetto da un non effetto. Se i livelli ambientali di elettromagnetismo fossero molto "carcinogenetici" sarebbe molto piu' facile dimostrane una correlazione con il cancro; mentre se i livelli dei campi elettromagnetici sono "deboli" carcinogenetici oppure "potenti" carcinogenetici ma per un piccolo gruppo (popolazione limitata) di una grande popolazione il potere statistico diventa scarso. Quindi anche difronte a grossi studi ben disegnati non possiamo mai escludere che vi possa essere una correlazione. L'assenza di un effetto potrebbe solo suggerire che i nostri metodi di misurazione non sono in grado di evidenziare il fenomeno. In definitiva, risultati negativi sono generalmente meno convincenti dei risultati chiaramente positivi. Nell'incertezza dei dati scientifici e opportuno anteporre la salute dei cittadine alle esigenze tecnologiche e commerciali. Dr. Pietro Marino Medico Ospedaliero
15 giugno 2003: UNA FIRMA PER UNA ITALIA PIU' PULITA |