| REGIONE PIEMONTE |
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26 agosto 2001 da 'La Repubblica' Caso Lipobay, pioggia di denunce Già una ventina i casi torinesi su cui indaga la Procura E anche i medici scrivono a Guariniello: "Signor procuratore, posso continuare a prescrivere quel medicinale?" Nell'ufficio al quinto piano di Palazzo di giustizia dal quale il procuratore Raffaele Guariniello coordina la complessa indagine sui rischi e sulla diffusione del Lipobay, il farmaco anticolesterolo della Bayer accusato di aver provocato oltre cinquanta decessi in tutto il mondo, in questi giorni arriva di tutto: anche le richieste di consigli da parte dei medici. Ieri sulla scrivania del magistrato, accanto alla pila sempre più alta di documenti, relazioni, verbali e denunce, è apparsa persino una lettera che diceva più o meno: «Caro signor procuratore, io sto curando alcuni pazienti con il farmaco tal dei tali. Posso continuare o devo smettere?». Guariniello sorride e continua a raccogliere materiale. Tra le segnalazioni che gli arrivano da tutta Italia (c'è chi manda la propria denuncia in duplice copia, una alla Procura competente e una a lui, non si sa mai) sono ormai una ventina i casi torinesi di pazienti che lamentano problemi e disturbi più o meno gravi in relazione all'uso del Lipobay o dei farmaci gemelli Cervasta e Stativa. L'ultimo è quello di un malato che, tempo fa, era stato ricoverato in un ospedale della provincia con una diagnosi chiarissima: «Epatopatia da Lipobay». Ma, in occasione di un ricovero più recente in un'altra struttura, si è scoperto che il caso precedente non era stato segnalato al servizio di farmacovigilanza, come invece impone la legge. Perché? «Perché - hanno spiegato i sanitari - non se ne ravvisavano gli estremi». Probabilmente dovranno spiegarlo anche al magistrato. Il procuratore, al di là dei casi di sua stretta competenza, sta mettendo insieme dati relativi a episodi di altre parti d'Italia per ricostruire un quadro il più completo possibile della diffusione del farmaco. Per questo ha deciso di far identificare tutti i medici che lo hanno prescritto nel Torinese, mentre il Codacons ha addirittura predisposto un modulo che contiene una serie di quesiti per l'assunzione di informazioni sull'uso delle statine in modo da avere un monitoraggio preciso e omogeneo della situazione. L'associazione degli utenti si è anche costituita come parte offesa nell'inchiesta torinese e ha annunciato che, se e quando si arriverà al processo, si costituirà parte civile. |