| REGIONE PIEMONTE |
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27 novembre 2002 da 'La Stampa' GARANTITE LE SOLE CORSE PER LE SCUOLE ELEMENTARI E MATERNE. LA REAZIONE DEI CONSUMATORI Un «venerdì nero» per l´Atap Sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico BIELLA Sarà un «venerdì nero» per i trasporti pubblici: il servizio dell´Atap subirà un blocco quasi totale per l´adesione degli addetti dell´azienda allo sciopero generale deciso dalle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per l´intera giornata. «Garantiremo solo le corse dedicate alle scuole elementari e materne - dice il sindacalista Gianfranco Rizzi - circa 8 o 9 bus». Sotto accusa, secondo i rappresentanti dei lavoratori, il mancato rispetto da parte dell´azienda dei precedenti accordi che prevedevano un aumento mensile di 106 euro e una riduzione dell´impiego dalle 39 alle 38 ore settimanali. «I patti vengono meno nell´ambito di una strategia ben definita - aggiunge il portavoce dell´Ugl -. Nel 2003 si dovranno rinnovare le concessioni per il trasporto pubblico e le aziende vogliono ridurre il più possibile i costi. Lo scarica barile delle istituzioni pubbliche e delle Regioni continua dopo tre scioperi nell´arco dell´anno e ancora non sono state convocate le parti per iniziare un confronto negoziale. Qualcuno ci ha definiti dei `´banditi´´ perchè bloccheremo per un giorno il trasporto pubblico. Ebbene, noi aspettiamo ancora 106 euro come aumento deciso nel rinnovo del contratto 2000: se è così, sono davvero un `´bandito´´». Ieri non è stato possibile conoscere il parere dell´Atap: nessuno della direzione era raggiungibile. Lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico urbano si preannuncia particolarmente duro per gli utenti in quanto i sindacati di settore hanno deciso di non attenersi alle indicazioni della Commissione di Garanzia. La Commissione, si ricorda, aveva indicato una quota minima del 30% di personale in servizio sulle linee principali di bus, metro e tram, e la totalità dei servizi da e verso gli aeroporti, oltre naturalmente ai servizi per i disabili e quelli nelle zone terremotate, ma la sua decisione è stata impugnata dai sindacati. La scelta ha suscitato la reazione delle associazioni di consumatori Adusbef e Codacons, che si sono rivolti con un esposto alla stessa Commissione di garanzia, chiedendo un intervento urgente affinchè venerdì vengano garantiti agli utenti i servizi minimi. «Già le agitazioni di qualche ora mandano le città in tilt e lasciano a piedi milioni di utenti, figuriamoci i danni che potrà causare un'astensione di 24 ore dal lavoro», spiega in una nota il vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che «pur senza contestare le motivazioni della manifestazione sindacale» critica «le modalità di attuazione di questo sciopero, che per un intero giorno non assicurerà il servizio ai cittadini». Daniele Pasquarelli |