17 dicembre 2003 da
'Leggo'
Gli esposti delle associazioni di
consumatori: «Qualcuno deve pagare per i disagi»
Sciopero selvaggio finisce in Procura
di Sarah Martinenghi
«Non hanno rispettato gli accordi. Hanno preso in ostaggio i cittadini
e messo in ginocchio Torino. Chiediamo alle autorità di accertare
la situazione e punire i trasgressori»: arriva in Procura, con queste
motivazioni, lo sciopero selvaggio che lunedì ha paralizzato per
tutto il giorno la città.
Ad aprire il balletto degli esposti alla magistratura è il Codacons,
che ieri ha scritto sia alla Procura di Torino che a quella di Brescia:
le due città più colpite. Anche l'associazione dei consumatori
Adiconsum sta valutando l'ipotesi di presentare una denuncia: «Condanniamo
severamente quanto è successo - spiega Mario Costantini, responsabile
torinese dell'associazione - anche perché gli autisti hanno colpito
la fascia più debole dei cittadini». Sos Consumatori-Telefono
Blu, organismo che tutela turisti e viaggiatori, sta raccogliendo i ricorsi
dei cittadini per le richieste di risarcimento danni da presentare alla
Gtt, e ha intenzione di chiedere chiarimenti anche al sindaco.
Moltissimi autisti torinesi lunedì si sono dichiarati malati: nell'esposto,
il Codacons chiede agli inquirenti di effettuare controlli e visite mediche.
E poi le fasce protette non sono state rispettate, la precettazione del
prefetto Achille Catalani è risultata inutile. Davanti ai depositi
i conducenti hanno lanciato uova contro gli autobus in uscita e bloccato
i cancelli.
Dal punto di vista penale sono tre i reati con cui gli autisti dei picchetti
potrebbero ora fare i conti. Per cominciare c'è l'interruzione
del pubblico servizio, articolo 340 del codice penale, per chi ha scioperato
durante le fasce protette, poi il 650 che punisce la mancata ottemperanza
alla precettazione del prefetto. E infine si profila anche l'ipotesi della
violenza privata, articolo 610, per chi, con lanci di uova e altro, ha
preso parte a episodi violenti.
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