| REGIONE VENETO |
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19 gennaio 2008 da 'Il Corriere del Veneto' VENEZIA - "Non è ammissibile trasformare le licenze dei venditori di grano in altrettante licenze per la vendita di souvenir, è fuori discussione ". Netta la posizione della sovrintendente veneziana Renata Codello che si appella al codice dei Beni Culturali e alla recente direttiva di richiamo del ministro Francesco Rutelli per la "liberazione" dei centri storici dalla selva di bancarelle in nome del principio di fruizione dei beni culturali sancito dall'articolo 9 della Costituzione. Alla stessa direttiva si riferisce pure la municipalità di Venezia che boccia nuove licenze, dopo il parere contrario del consiglio di municipalità è di ieri un documento di tutti i capigruppo che ribadisce un secco no. Nuovi veti che arrivano alla vigilia del consiglio comunale di lunedì in cui la delibera dovrebbe essere approvata definitivamente. Invece, si profila una maggioranza divisa proprio su come risolvere la scottante questione dei banchetti di grano a San Marco. Banchetti che devono sparire, questo è l'unico punto su cui consiglieri, giunta, municipalità e sovrintendenza sono concordi. Più complicato capire in che modo. Dopo la bagarre in commissione e la decisione di demandare discussione e voto in consiglio lunedì, l'approvazione della delibera di giunta che prevede la trasformazione delle licenze appare più lontana, con una forte resistenza di parte della maggioranza. Così si è scelta la strada di un emendamento affidato al capogruppo della Margherita Piero Rosa Salva che cerca di accontentare tutti: trasformare le licenze ma solo temporaneamente, in vista, poi di una progressiva riduzione delle postazioni per la vendita ambulante in tutta la città. Una proposta tutt'altro che accettabile per la sovrintendenza decisa, invece, a ricordare all'amministrazione che il codice dei Beni Culturali, in vigore dal 2004, è una legge dello Stato che supera ogni regolamento comunale. La tirata d'orecchi è di Rutelli e da Palazzo Ducale pare essere arrivato il momento della linea dura. "C'è stato il tempo della concertazione, - dice l'architetto Codello - ma se non si approfitta di situazioni critiche come queste per cambiare rotta e adeguarsi alla legge riducendo nuove postazioni ambulanti, quando mai lo si farà? L'unica via percorribile è quella prevista, un equo indennizzo sulla base della dichiarazione dei redditi". In caso si offrissero contropartite non concordate come banchetti di souvenir, la sovrintendenza sarebbe tenuta a denunciare l'abuso. C'è chi anche fra gli scranni di Ca' Farsetti sceglie la linea dura come Franco Conte che propone, al massimo, l'assorbimento dei lavoratori dei banchetti in una delle partecipate e minaccia una denuncia del Codacons e chi si dice fiducioso in una soluzione concordata come Claudio Borghello. I pronostici dicono che lunedì si arriverà soltanto a un rinvio di una settimana, troppi i nodi ancora da sciogliere. M.Za. Decisa Renata Codello, sovrintendente veneziana ha presentato al Comune vari studi sul degrado dei monumenti dovuto ai piccioni, a cui sono legati anche rischi sanitari. |