| da LA REPUBBLICA - mercoledì 25 aprile 2001 |
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Elettrosmog, giro di vite La Regione abbassa i limiti vicino a scuole e asili La giunta Martini propone al consiglio nuove norme. Dimezzata la potenza delle antenne per cellulari NON ci saranno più discussioni, non ci sarà più l'alibi di mancanza di norme precise. La Regione ha fatto il grande salto. Non ha atteso che a livello nazionale arrivi il regolamento che ancora manca alla legge sull'inquinamento elettromagnetico. Ha deciso che la popolazione va in ogni caso tutelata, e alla svelta, dai rischi dell'esposizione ai campi elettrici e, prima in Italia, ha dettato le regole ai Comuni. C'era già la legge dell'aprile 2000, "Disciplina in materia di radiocomunicazione", ora, almeno a livello locale, c'è anche il regolamento. Gli impianti per la telefonia cellulare che finora non potevano superare i 6 volt per metro quanto a campi magnetici generati, ora dovranno fermarsi a 3 volt. Ma non basta. Nelle aree cosiddette sensibili le antenne dovranno sparire o la loro potenza dovrà scendere addirittura fino a 0,5 volt per metro, un limite di campo giudicato dall'Arpat (l'agenzia regionale per l'ambiente) bassissimo. E le aree sensibili saranno di due tipi. Il primo quelle in cui sorgano edifici destinati a bambini, vecchi o malati, asili, scuole, case di riposo, ospedali, o zone ad alta densità abitativa. Il secondo, quelle di valore architettonico o paesaggistico in cui le antenne rechino offesa alla bellezza del paesaggio o dei monumenti. Questo per le antenne della telefonia mobile. Quelle, invece, per radio o televisioni, potranno essere installate solo nelle zone designate come "E" dalla normativa urbanistica del '69, cioè in aperta campagna e solo sugli edifici destinati alle attività cui gli impianti si riferiscono. La giunta regionale, su suggerimento dell'assessore all'ambiente, il Verde Tommaso Franci, ha deciso dopo aver ascoltato il parere dell'Agenzia regionale della sanità. Appena il consiglio regionale avrà approvato la delibera, i Comuni avranno 90 giorni di tempo per stendere una mappa delle aree sensibili. Poi ci vorranno due anni di tempo al massimo per mettersi in regola. E ci si dovrà sbrigare perché l'approvazione del consiglio è data per scontata visto che già da mesi, dopo un'infiammata discussione, aveva approvato a maggioranza un ordine del giorno simile alla delibera attuale della giunta. A Firenze si dovranno aggiornare le mappe visto, che nonostante una delibera del consiglio comunale, sono rimaste limitate per ora alla posizione delle antenne e non, a meno che non siano già state controllate dall'Arpat, alla loro potenza, che è poi l'unica cosa che veramente conta. (i.c.) |