

(a cura di prof. Emilio De Lipsis, internista, consulente medico del
CODACONS)
parte
seconda illustrata
La malattia di Alzheimer colpisce le
cellule nervose (neuroni) in diverse regioni del cervello.

A. Corteccia cerebrale:
Dove si formano il pensiero ed il
linguaggio.
B. Gangli della base:
Molti neuroni contengono acetilcolina, una sostanza
chimica importante per la memoria e l’apprendimento.
C. Ippocampo:
Essenziale per la conservazione della memoria
Caratteristiche della m.di Alzhaimer sono le placche neuritiche(fuori dei neuroni) e I grovigli neurofibrillari (dentro i neuroni).
PLACCHE NEURITICHE (AMILOIDI) E GROVIGLI
NEUROFIBRILLARI
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Si ritiene che contribuiscano alla degradazione dei
neuroni e quindi alle mainifestazioni cliniche.
PLACCHE AMILOIDI
Un delle caratteristiche della m. di Alzheimer, è
l’accumulo di placche amiloidi tra i neuroni nel cervello. L’Amiloide è un termine generico per
indicare un frammento proteico, normalmente prodotto nel corpo. Beta-amyloid
è un frammento di una proteina derivata da un’altra proteina denominata
precursore amiloide. Nei cervelli normali questi frammenti sono eliminati,
mentre in quelli colpiti dalla m. di Alzheimer, per ragioni ancora sconosciute,
essi si accumulano, formando delle placche dure insolubili.
GROVIGLI NEUROFIBRILLARI
I grovigli neurofibrillari
sono
fibre contorte insolubili situate all’interno dei neuroni (cellule nervose) del
cervello. Le neurofibrille normalmente
sono formate da proteine chiamate tau, che costituiscono una parte di
strutture denominate microtubuli. I microtubuli contribuisconi al trasporto
delle sostanze nutrienti e di altre importanti sostanze da una parte all’altra
della cellula nervosa. Nella malattia di Alzheimer la proteina tau è
anomala e le strutture mtcrotubulari sono collassate.
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Immagini di sezioni frontali del cervello.
A sinistra cervello normale, a destra m. di Alzheimer
Nel m.di Alzheimer vi è un raggrinzimento globale del
tessuto cerebrale. I solchi sono notevolmente allargati e i giri sono
rimpiccoliti. I ventricoli, che contengono il liquido cerebrospinale,
sono notevolmente allargati.
Nelle fasi precoci
della malattia, la memoria recente e la
capacità di fare i compiti routinari cominciano a declinare, quando le cellule
dell’ippocampo, che è parte del sistema limbico, degenerano. Come la
malattia si diffonde nella corteccia cerebrale (strato esterno del
cervello), il ragionamento si impoverisce,
si possono avere esplosioni emotive e il linguaggio è alterato. In
seguito per la morte di numerosi neuroni si hanno alterazioni del
comportamento (agitazione). La capacità di riconoscere le facce e di comunicare
è completamente persa nelle fasi finali. I pazienti perdono il controllo
degli sfinteri anale e vescicale e hanno bisogno di una assistenza continua.
Questo stadio di completa dipendenza può durare anni prima che il paziente
muoia. Il tempo medio dalla diagnosi alla morte è di 4-8 anni, sebbene la
malattia talora possa durare 20 anni o più.
