SARS:
vademecum Codacons per evitare il contagio
Il gruppo di studio sulla Sars del Codacons, con la collaborazione del Dott. Gori, ha realizzato un vademecum per coloro che devono affrontare viaggi in zone a rischio Sars.
L'associazione, che ha pubblicato il documento sul proprio sito, sta distribuendo il vademecum a tutti i cittadini che si recano presso le proprie sedi, al fine di contenere e prevenire il diffondersi del virus e dare un contributo concreto alla lotta alla Sars.
Il responsabile Codacons/SARS è l'Avv. Stefano Massa.
Ecco dunque i consigli del Codacons per chi deve mettersi in viaggio verso zone a rischio:
- Cercare di evitare le aree più densamente abitate e i locali maggiormente affollati (soprattutto gli ospedali).
- Evitare di portare bambini in viaggio, che apparentemente sono a minor rischio di contrarre il virus, ma sono comunque possibili pazienti, come regola generale sono pazienti più a rischio di evoluzioni più gravi delle malattie
- Se si viaggia in aereo o con altro mezzo che obbliga ad una certa promiscuità è sufficiente la mascherina ad alta protezione.
- Durante il viaggio se il vicino ha una tosse stizzosa e non produttiva, e/o segni riferibili a febbre alta (superiore a 38°): sudorazione, brivido di freddo, sensazione di svenimento; avvertire il personale viaggiante
- Il virus della SARS oltre che attraverso l'emissione di muco dalle vie respiratorie può essere trasmesso anche attraverso la pelle e oggetti contaminati recentemente.
- Se si pensa di aver avuto un contatto a rischio evitare di toccarsi naso, occhi, bocca e altre aree del corpo.
- In caso di contatti a rischio la migliore prevenzione è la mascherina chirurgica ad alta protezione con filtri appositi (non di semplice carta o di stoffa), guanti e cappa protettiva. Dopo il contatto lavare se stessi e gli indumenti.
- Lavarsi le mani con disinfettanti a base di alcool che è molto attivo contro i coronavirus.
- Gli oggetti non sono considerati a rischio di trasmissione dell'infezione, ovviamente esclusi quelli utilizzati da soggetti infetti (dopo 12 ore un oggetto può non essere più considerato a rischio).
- Sono da evitare contatti con animali vivi provenienti da zone a rischio.
- L'età del paziente è fortemente associata con la prognosi, più il paziente è anziano maggiore è il rischio di un'evoluzione grave della malattia.Quindi è sconsigliabile il viaggio nei paesi a rischio nei pazienti che hanno più di 60 anni.
- Sconsigliabile viaggiare per tutti coloro affetti da malattie gravi soprattutto cardiopatici, diabetici e portatori di malattie respiratorie croniche.Anche l'infezione da epatite B aumenta notevolmente il rischio che l'evoluzione della malattia sia più grave.
- Se il viaggiatore si reca in aree a rischio e al ritorno non presenta nessun sintomo dopo 3 giorni si può considerare non a rischio, se invece ha avuto contatti ad alto rischio e/o presenta febbre superiore a 38° e tosse secca è bene aspettare almeno 10 giorni prima di tornare al lavoro, e nell'attesa è bene che si sottoponga a controlli medici.
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