Medicina Controluce


VITAMINA A
  • ha un ruolo essenziale nella funzione della retina; è necessaria per lo sviluppo e la differenziazione del tessuto epiteliale, lo sviluppo delle ossa, la riproduzione e lo sviluppo dell'embrione; insieme con certi carotenoidi, sembra aumentare la funzione del sistema immunitario, ridurre le conseguenze di alcune malattie infettive e proteggere contro lo sviluppo di certe neoplasie.

  • vi è considerevole interesse nell'uso farmacologico della vit. A per la profilassi del cancro e per il trattamento delle lesioni precancerose; per la sua funzione sull'epitelio, è utilizzata nel trattamento di un certo numero di malattie cutanee, incluse quelle dovute alla senescenza e alla prolungata esposizione al sole.
    E' stato segnalato un possibile effetto antitumorale, ma non è stata ancora dimostrata una correlazione sicura.

  • la vit.A o retinol e la B-carotene o provit. A sono presenti nella dieta normale (fegato, burro, formaggio, latte, uova, pesce, frutta e vegetali) in tale quantità da determinare alte riserve nei tessuti umani , per cui è necessaria una lunga (mesi o anni) carenza dietetica o gravi malattie del pancreas, vie biliari, del fegato, gastrectomia per avere sintomi da deficienza.

  • la eccessiva ingestione di vit. A determina una Sindrome tossica conosciuta come Ipervitaminosi A, che si può avere nei bambini per iperzelante profilassi da parte dei genitori o negli adulti per eccessiva autosomministrazione e uso di cibi dietetici alla moda o per terapia nelle malattie cutanee (acne) :
    • Intossicazione acuta : anche mortale. Sonnolenza, irritabilità, cefalea da aumentata pressione endocranica, epatomegalia e generalizzata desquamazione cutanea;

    • Intossicazione cronica : alterazioni cutanee ed ossee, segni di ipertensione endocranica, lesioni epatiche gravi con sclerosi della vena centrale del fegato e cirrosi epatica.


VITAMINA C (ACIDO ASCORBICO)

  • E' contenuta in grande quantità nella frutta (arance, limoni), pomodori, fragole, cavolfiori, patate) e utilizzata come antiossidante per proteggere il sapore ed il colore di molti cibi confezionati (frutta, vegetali, prodotti caseari).

  • Casi di deficienza di vit. C (scorbuto) possono aversi negli anziani soli, negli alcoolisti, nei drogati e in condizioni di prolungate diete inadeguate. Concentrazioni ematiche di vit. C sono diminuite nei fumatori e nelle donne che fanno uso di pillole anticoncezionali; le richieste della vitamina sono aumentate nelle malattie infettive e dopo interventi chirurgici.

  • La somministrazione orale o parenterale di Vit: C è consigliata soltanto in casi di scorbuto manifesto, piuttosto infrequente nei neonati e negli adulti con dieta normale.

  • La assunzione della vitamina con megadosi fu consigliata negli anni '70 come prevenzione e cura del raffreddore, malattie virali respiratorie e nel cancro. Successivi studi più estesi non hanno confermato tali risultati.

  • Effetti collaterali : calcolosi renale per l'eccessiva escrezione urinaria di ossalati, scorbuto "di rimbalzo" nei neonati di madri, che assumevano la vitamina in grandi quantità e negli adulti, che ne sospendevano improvvisamente l'assunzione elevata.



VITAMINA D

  • Ha un ruolo importante nel metabolismo del calcio, essenziale per la normale attività neuromuscolare, la mineralizzazione delle ossa ed altre funzioni. E' sintetizzata nella cute e in condizioni ideali probabilmente non è richiesta nella dieta: E' presente nel latte, prodotti del latte, cereali e dolciumi.

  • L'uso terapeutico della vit. D si ha nella profilassi e cura del rachitismo, divenuto una rarità clinica nel mondo occidentale, nel trattamento del rachitismo metabolico e nell'osteomalacia delle persone affette da insufficienza renale cronica e nell'ipoparatiroidismo. Richieste supplementari si hanno nelle donne in gravidanza e durante l'allattamento e nei neonati, normali o prematuri.

  • Tossicità da ipervitaminosi D: si può avere sia per la somministrazione unica che continua di eccessive quantità di vit. D. Anche una abnorme risposta a quantità normali di vitamina possono provocare tossicità.
    Nei bambini, più comunemente, la tossicità è il risultato o di ingestione accidentale o eccessiva somministrazione della vitamina da parte dei genitori.
    La ipervitaminosi D comporta ipercalcemia ( stanchezza, cefalea, nausea, vomito, diarrea). Confusione e coma sono possibili; inoltre insufficienza renale, calcolosi renale, calcificazione di vari organi, ipertensione arteriosa ed osteoporosi.
    Nei bambini un singolo episodio di severa ipercalcemia, può arrestare lo sviluppo corporeo per 6 mesi o più ed il deficit in altezza può non essere del tutto corretto.
    Nel feto può aversi stenosi aortica sopravalvolare congenita per eccessiva assunzione della vitamina da parte della madre o per sua estrema sensibilità a dosi anche modeste della vitamina.
    Come conseguenza della ipercalcemia materna si può avere nel neonato ipocalcemia, tetania e convulsioni.



VITAMINA E (tocoferolo)

Segni e sintomi di deficienza di vitamina E sono rilevabili negli animali e possono rassomigliare apparentemente ad alcuni stati morbosi negli esseri umani. In realtà non vi è inequivocabile prova che la vitamina abbia un significato nutrizionale nell'uomo.
  • La necessità giornaliera di vit. E è di 10mg nell'uomo e 8 mg nella donna; la vitamina è presente in quantità adeguata nella normale dieta. Essendo una vitamina liposolubile, quindi presente in grande quantità nei tessuti, prima di diminuire nell'organismo in maniera significativa, è necessario un lungo periodo (mesi, anni) di carenza dietetica.

  • A parte l'attenuazione dei sintomi negli animali con deficienza di tale vitamina, essa non ha alcun effetto farmacologico importante nè alcuna tossicità.

  • Essendo presente nel latte materno e di mucca, diversamente che nel passato, non si avverte più la necessità di somministrarla di routine negli infanti prematuri.

  • Sulla base di esperimenti negli animali, la vit. E è stata usata clinicamente per il trattamento dell'aborto, della sterilità maschile e femminile, tossiemia gravidica, irregolarità mestruali, vaginite e disturbi della menopausa.
    Non vi è prova che la vitamina sia di beneficio in ognuna di queste condizioni.
    Nessun beneficio è stato dimostrato nelle distrofie muscolari, nelle cardiopatie, nelle emopatie e nei neonati prematuri.

  • Può essere utile la somministrazione in rare forme di deficit congenito e nelle sindromi da malassorbimento.

  • La somministrazione della vitamina E favorisce l'assorbimento della vitamina A, che risulta quindi in quantità elevata nel fegato ed altri organi e tessuti.
    Si è sostenuto, ma non dimostrato, che la vit. E protegge da alcuni effetti tossici della ipervitaminosi A



  • Le vitamine sono sostanze organiche con diversa composizione chimica, che devono essere fornite agli organismi in piccole quantità dall'ambiente, perchè o non possono essere sintetizzate de novo nell'uomo o la loro quantità sintetizzata è inadeguata al mantenimento dello stato di salute.

  • Nella maggior parte dei casi la sorgente ambientale è la dieta, salvo nel caso della vitamina D, che si forma nella cute sotto l'azione dei raggi ultravioletti.

  • Nei paesi sviluppati, pur nelle differenze della composizione alimentare delle diverse diete, le vere, importanti deficienze vitaminiche sono una rarità clinica.

  • Relative deficienze possono riscontrarsi nei rari casi di difetto congenito della sintesi e del metabolismo delle vitamine, nell'inadeguatezza dell'alimentazione e dell'assorbimento in alcune categorie di persone (alcoolisti, drogati, anziani soli e minoranze etniche in condizioni economiche e sociali disagiate, bizzarrie dietetiche, anoressia) e in malattie piuttosto infrequenti che provocano un malassorbimento degli alimenti (malattie gravi del pancreas e delle vie biliari, interventi chirurgici di resezione dello stomaco e dell'intestino ecc.). Una relativa maggiore richiesta di vitamine può avvenire nel corso di malattie infettive o nella gravidanza e nell'allattamento, a cui si può sopperire con un certo adeguamento dietetico.

  • Le vitamine A, D, E sono liposolubili e quindi depositate in grande quantità nei tessuti, per cui prima di avere una loro reale deficienza sono necessari prolungati (mesi o anni) periodi di carenza alimentare e/o difettoso assorbimento.

  • Salvo quindi particolari e non frequenti (rispetto alla popolazione generale) casi clinici, in un paese sviluppato non vi è la necessità di supplementi di vitamine, somministrati come compresse o per via parenterale.

  • Molti milioni di persone nei paesi sviluppati hanno accettato senza obiezioni la erronea convinzione che tali preparati possano fornire una "extraenergia" e farle quindi "sentire meglio", alimentando un vastissimo mercato di vendita, senza controlli, di numerosissimi e complessi prodotti polivitaminici, spesso inseriti in particolari cibi e bevande.

  • E' sorto quindi, e sempre di più si va sviluppando, il problema della tossicità delle vitamine quando somministrate in eccesso delle necessità.
    Specie nelle vitamine liposubili (vitamina A) i danni possono essere acuti e cronici, in maniera rilevante e talora anche mortale. Forse i casi di tossicità sono più numerosi di quanto si pensi, data la diffusa opinione sia tra i consumatori che tra i medici che le vitamine fanno soltanto bene e quindi si sottovaluta o si ignora il rapporto di esse con le manifestazioni patologiche.

  • In molti paesi in tutto il mondo, Comitati Scientifici controllano periodicamente tale situazione. In USA, la Food and Nutrition Board, fornisce, in periodiche rivalutazioni, le Recommended Dietary Allowances (RDA), sorta di consigli circa i limiti inferiori e superiori delle necessità vitaminiche in rapporto all'età, peso, lavoro ecc., avvertendo di non superare il limite superiore del 150 %.
    Tentativi da parte della Food and Drug Amministration di imporre l'obbligo della prescrizione medica per quei prodotti che superavano tale limite, furono neutralizzati da risoluzioni giuridiche e decisioni parlamentari.