SCUOLA SICURA

La sicurezza negli edifici scolastici

L' indagine svolta da Legambiente in 103 capoluoghi di provincia

Legambiente ha presentato nei giorni scorsi il Dossier dal titolo "Ecosistema scuola 2002 " ( consultabile anche sul sito Internet www.legambiente.it) dove vengono esposti i risultati di una indagine condotta dalla prestigiosa associazione sullo stato di salute degli edifici scolastici. L' indagine è stata costruita interpellando, attraverso dei questionari inviati agli assessorati all' istruzione, le amministrazioni comunali di centotre capoluoghi di provincia e monitorando un campione di più di seimila edifici scolastici, una quota senza dubbio significativa, che può essere considerata una buona vetrina della situazione scolastica del Paese.
I dati ottenuti mediante i citati questionari riguardano:
  • lo stato delle strutture scolastiche ( anno di costruzione dell'edificio, destinazione d'uso originaria, doppi turni, aule inutilizzate, presenza di palestre e di aree verdi, necessità d'interventi e finanziamenti per la manutenzione, strategie di risparmio energetico);
  • qualità dei servizi ( scuolabus, mense scolastiche, raccolta differenziata);
  • situazioni di rischio ( presenza di fonti di inquinamento interno - amianto, radon - ed esterne - atmosferico, acustico, elettromagnetico ).
Come si legge nella premessa, l'insieme di questi parametri ha " permesso di delineare un quadro generale della situazione e la maggior parte di essi sono stati utilizzati per costruire una graduatoria dei Comuni sul livello di attenzione alla qualità delle scuole. Per la graduatoria sono stati presi in considerazione solo quei parametri per i quali è stato possibile individuare una diretta responsabilità del Comune.Brescia e Ferrara occupano positivamente i primi posti della classifica, mentre Terni e Foggia sono alle ultime posizioni. Il dato più preoccupante che emerge con più forza dall' analisi generale è relativo all'amianto che è presente nel 14% degli edifici monitorati dentro e fuori le scuole ( Genova e Torino sono i comuni maggiormente a rischio amianto rispettivamente con il 67,4% e il 57,8% degli edifici scolastici ).
Dalla indagine arrivano ulteriori dati negativi per quanto riguarda la vicinanza di altre fonti d'inquinamento alle scuole. Risulta che a meno di un chilometro dall' edificio scolastico si trova un'area industriale nel 7,12% dei casi, antenne emittenti televisive nel 9,68% dei casi e aeroporti nell' 1,13% dei casi.
Il tutto è aggravato dal fatto che queste e altre fonti le troviamo anche entro i duecento metri: elettrodotti (3,14% dei casi), aree industriali ( 2,05%), autostrade o superstrade ( 2,31%), antenne emittenti radiotelevisive ( 1,7%).
Infine è stato individuato un distributore di benzina ( quindi alte concentrazioni di benzene e fonte di pericolo) entro 50 metri dalla scuola nell' 1,72% deri casi.
Per quanto riguarda l'inquinamento acustico il 6,75% degli edifici è esposto a fonti di rumore e circa il 26,07% del campione necessita di interventi di manutenzione straordinaria, a fronte di un 44,68% di strutture che hanno subito interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni.
Viene fatto notare, in proposito, che cinque anni fa ben il 70,75% degli edifici aveva bisogno di manutenzione urgente.
Un dato questo - si afferma- che chiama in causa la qualità delle costruzioni più recenti, dato che più del 55% degli edifici ha meno di quaranta anni. Da sottolineare anche il fatto che il 5,4% degli edifici scolastici risulta essere in affitto, denotando incapacità programmatoria da parte dell'amministrazione comunale e con il più alto rischio di far studiare ragazzi e bambini in spazi per usi diversi e quindi non idonei alla funzione scolastica, oltre che maggiormente soggetti ad interventi di manutenzione per adeguamenti alla legge 626."
Dopo questo elenco di dati decisamente pessimi - si legge -vi sono anche note positive. Ad esempio, aumentano gli edifici che dispongono di aree verdi fruibili passando dal 46, 85 % al 72,2%.
Diminuiscono quelli che non dispongono di strutture dedicate ad attività sportive ( da 18,9% a 15,7%).
Aumentano notevolmente le scuole che hanno adottato il biologico nelloe loro mense :
il 27,8% dei pasti totali giornalieri deriva da agricoltura biologica contro l' 8,33% dello scorso anno.Stà inoltre diventando pratica sempre più comune la raccolta differenziata dei materiali, con in testa la carta ( 42,67% delle scuole), seguita da plastica ( 27,65%), vetro ( 20,27%) ed organico (15,65%). dal sito di Legambiente