SCUOLA SICURA

13 febbraio 2004


A: Ministero della Salute
Presidente della Repubblica italiana


Oggetto: DM Salute nr. 388/03 - applicazione alle scuole


Pregiatissimi,

nella G.U. nr. 27 del 3/2/04 è stato pubblicato il D.M. Salute nr- 388 del 15/07/03 il quale, così come previsto dal comma 3 dell'art. 15 del D. Lgs. 626/94, ha regolamentato il primo soccorso nelle attività lavorative, scuole comprese.
A tutti è noto lo stato fatiscente in cui vertono gli edifici scolastici ed il numero elevato ma sottostimato degli infortuni occorsi agli studenti (80 mila l'anno circa) ed ai lavoratori del settore scuola.
E' noto anche che la maggior parte degli insegnanti, degli ATA e degli studenti non sono assicurati all'INAIL (cfr. circolare INAIL 23/4/03 nr. 28) ma che, in caso di infortunio, vengono percorse svariate strade tipo il riconoscimento delle cause di servizio (CMO c/o gli ospedali militari) per i lavoratori (insegnati e ATA)del settore scuola e le assicurazioni per gli alunni le quali vengono stipulate dagli uffici regionali scolastici ed integrate da altre polizze stipulate dalle singole scuole e fatte pagare ai genitori nonostante la scuola è quella dell'obbligo. E' ovvio pensare che i dati di questi infortuni non confluiscono in nessun modo nelle statistiche dell'INAIL semplicemente perché l'INAIL non sa assolutamente niente di questi eventi i quali, alla luce di certi fatti (soffitti che crollano, scuole che crollano, banchi con spigoli non arrotondati e non a norma, impianti elettrici fatiscenti, scale di emergenza inesistenti, pavimenti sdrucciolevoli e che si inciampa,ecc.), rivestono un notevole grado di gravità.
Il D.M. in argomento, nel regolamentare l'applicazione delle disposizioni ivi contenute, ha classificato le aziende tenendo conto principalmente degli indici di frequenza di inabilità permanente emessi dall'INAIL. In virtù del fatto che la maggior parte dei lavoratori della scuola e degli alunni non sono assicurati all'INAIL, tali indici, se riferiti alle scuole, risultano non corrispondenti alla realtà.
E' noto anche che i bambini, in considerazione dell'età e della caratteristica esuberanza, sono soggetti a continui infortuni più o meno gravi. Spesso dei bambini allergici hanno crisi allergiche che riducono la capacità respiratoria e che solo un tempestivo intervento può salvargli la vita. Inutile ricordare anche che le scuole sono ambienti di lavoro con alto numero di persone disabili le quali spesso richiedono interventi sanitari straordinari.
E' assurdo ed incongruente oltre che non standardizzato rilevare che alle scuole della Basilicata e della Sardegna, per motivi non meglio identificati, e stato assegnato un indice pari ad "otto" (quindi rientranti nel gruppo A) e alle scuole del Molise un indice pari a "quattro" (quindi rientranti nel gruppo B) nonostante nel 2002, nel solo caso di San Giuliano di Puglia, vi sono state 26 vittime e decine e decine di feriti. Eppure il comportamento e l'esuberanza dei bambini è uguale in qualsiasi parte dell'ITALIA che, sommato al fatto che non tutti sono assicurati all'INAIL, induce in errore circa il rischio reale esistente nelle scuole.
Alla luce di quanto sopra indicato, oltre che prevedere l'assicurazione per tutti e gratis per gli alunni in quanto scuola dell'obbligo, sarebbe auspicabile un maggior approfondimento della questione anche in considerazione della imminente entrata in vigore del predetto D.M. e della necessità di dotarsi delle attrezzature sanitarie necessarie e dei corsi di formazione ivi previsti i quali, in base a come viene classificata l'attività, risultano diversi a secondo dei casi. Speranzoso in un gradito riscontro, invio gli ossequi e cordiali saluti.

Mimmo Didonna                   
Codacons - Area tematica "Scuola Sicura"



1 marzo 2004: Risposta del Ministero della Salute

Gentile Signor Didonna,
le comunichiamo che la sua e-mail è stata inoltrata in data odierna alla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria.

Distinti saluti.
Ufficio Relazioni con il Pubblico

(AV)