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PREMIO VELLEIO PATERCOLO 2000: criteri e motivazione dell'assegnazione del premio |
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Premio di giornalismo a chi durante l'anno si è distinto in modo eccellente per servilismo al potere governativo o economico fornendo notizie false ai lettori
" Velleio è uno di quegli 'arrivati' da annoverare tra i sostegni del regime. Il suo è un ossequio soldatesco nei confronti dell'imperatore Tiberio." Michael Von Albrecht AL PREMIO E' ABBINATO IL "PREMIO IL DISATTENTO" PER L'EDITORE DEI GIORNALISTI VINCITORI, E I PREMI "IL CINGHIALONE D'ORO, D'ARGENTO E DI BRONZO" PER I NON GIORNALISTI CHE PIU' SI SONO DISTINTI NEL CONTRIBUIRE ALLA DISINFORMAZIONE (il premio quest'anno consiste in un abbonamento gratuito Viacard per 99 anni per tutte le Autostrade italiane offerto da una delle società concessionarie di autostrade, una medaglia raffigurante Sherlock Holmes opera di un illustre orafo offerta da un ex Ministro delle Finanze e da un candidato di prestigio alle prossime elezioni politiche, e tre cinghialoni cornuti e pelosi in metallo prezioso offerti dall'on. Gramazio) RELAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE
La Commissione giudicatrice del Premio alla disinformazione Velleio Patercolo 2000, con l'astensione del rappresentante del Codacons, riunitasi nei giorni 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 dicembre 2000 con una breve interruzione dei lavori dalle 23,55 del 24.12 alle 0,15 del 25 per un brindisi di Buon Natale VISTI gli articoli di stampa sottoposti, per la partecipazione al concorso, alla Commissione, e relativi a tre articoli candidati al premio: uno della giornalista del Corriere della Sera che si occupa di sanità, uno del giornalista del Sole 24 Ore che si è occupato di cronaca antitrust petrolieri, uno dei giornalisti dell'Espresso autori dell'articolo di pag. 73 del settimanale del 21.12.00, Marco Lillo e Giovanni Ricci, VISTA la richiesta di deduzioni e considerazioni sulle proposte di premio inviata agli interessati, nel rispetto dei principi di democrazia e diritto al contraddittorio vigenti tra le persone civili, con racc. anticipata via fax in data 18.12.00 con termine fino al 22.12 ore 14 VISTA la mancanza di qualsiasi deduzione pervenuta nel termine indicato da parte degli interessati CONSIDERATO che il regolamento del Premio prevede che lo stesso sia assegnato a chi consegua un punteggio minimo di 90 su 100 ma raggiunga anche l'obiettivo di sostegno al Palazzo, e di disinformazione prefissosi con l'articolo in concorso CONSIDERATO che il punteggio viene attribuito nelle seguenti proporzioni: A) 20 punti alla capacità di comportamento deontologicamente scorretto ; B) 20 punti alla ignoranza; C) 20 punti alla incapacita' di controllare le fonti e la loro attendibilità e alla facilità di travisare la verità con allusioni e insinuazioni; D) 20 punti alla evidenza del fine di supportare uno o più potenti contro gli interessi della collettività e della corretta informazione; E) 20 punti per il raggiungimento dello scopo prefissosi VISTI i tre elaborati presentati, e valutati con imparzialità e indipendenza pari a quella degli autori CONSIDERATO che l'articolo dell'Espresso del 21.12.00 intitolato "attenti al Codacons : è finito fuori strada" pervenuto alla Commissione alla scadenza dei termini di partecipazione ha sbaragliato gli altri concorrenti conseguendo punteggi elevatissimi come da specifica motivazione che di seguito si trascrive: A)CAPACITA' DI COMPORTAMENTO DEONTOLOGICAMENTE SCORRETTO: PUNTI 20 Il Marco Lillo chiedeva informazioni sul Codacons 'capando' con cura solo e soltanto chi dal Codacons era stato cacciato via per indegnità o altra causa ma senza informare i lettori di tale circostanza, ed in aggiunta , richiesto per telefono in data 12 dicembre alle ore 18,30, dal Presidente del Codacons, di poter fornire anche informazioni non di parte sull'associazione e la propria versione dei fatti sottoposti ad inchiesta, fingeva di accettare, ma prendeva a pretesto meschinamente la imminente chiusura dei negozi e commissioni di shopping urgenti da compiere, prometteva di richiamare lui dopo mezz'ora per adempiere al dovere deontologico di sentire tutti i soggetti sotto inchiesta giornalistica, ma si sottraeva a quest'obbligo elementare scomparendo dalla circolazione come un latitante e impedendo qualsiasi contatto, diretto non certo a rendere difficoltoso il suo lavoro, ma solo a fornire più informazioni e anche provenienti dalla parte accusata e "indagata" per garantire una corretta comparazione delle informazioni e una informazione ai lettori più completa ed equilibrata, rivelando addirittura così la mancanza di coraggio tipica di chi ha la coscienza sporca e non vuole confrontarsi per non dover cambiare una tesi ben costruita su dati falsi o travisati ma congeniale a quanto si vuole sostenere con l'articolo e all'obiettivo prefissosi. Con ciò inducendosi addirittura alla menzogna inutile, ma ulteriormente dimostrativa della scorrettezza del contegno tenuto nei fatti, con il falso impegno di shopping e con la falsa promessa di richiamo dopo mezz'ora. Il Marco Lillo, il Giovanni Ricci e il Giulio Anselmi, in concorso tra loro, omettevano di tener conto della versione dei fatti su alcune circostanze riferite poi nell'articolo a loro comunicate con fax del 13.12, alle ore 10, prima che l'articolo fosse stampato e quando ancora poteva essere integrato e corretto , come è dimostrato dal fatto che quello stesso giorno, nelle stesse ore ancora i medesimi telefonavano alla SIAE per avere alcune conferme e un colloquio sull'argomento con il Commissario straordinario dell'ente, mentre evitavano accuratamente di sentire uno qualsiasi dei rappresentanti legali del Codacons. Il Direttore con omissione di controllo e ai fini dell'assegnazione del premio "Il Disattento". Con tali comportamenti e con le insinuazioni e travisamenti di cui appresso , mettendo insieme fatti veri e fatti falsi conditi con sapienti insinuazioni e omissioni di informazioni essenziali , esaltavano la funzione deteriore del giornalista e la eccelsa capacità di fare polpette dei principi deontologicamente vigenti e in particolare:
B)IGNORANZA: PUNTI 20 Il Marco Lillo e il Giovanni Ricci hanno in sostanza ritenuto, e fatto ritenere ai propri lettori, che sia possibile enucleare un 'interesse privato' di una associazione ONLUS che tutela interessi collettivi, facendo, con un linguaggio approssimativo e ignorante, pensare ai lettori che una Associazione che ottenga contributi da una impresa interessata ad un fine utile per i consumatori possa essere in qualche modo equiparata ad un funzionario pubblico che compia un atto dell'ufficio pubblico non per interesse dell'amministrazione per cui lavora ma nell'interesse suo proprio personale , travisando completamente la realtà, confondendo gli interessi contrapposti del pubblico funzionario e dello stesso come privato, con l'associazione di consumatori. In ciò evidenziando una ignoranza tale da far richiedere un riesame delle procedure di abilitazione alla professione di giornalista. Infatti, costoro sembra ignorino che l'interesse dell'Associazione a introitare contributi economici da imprese , come previsto dalla legge proprio per il perseguimento dei fini statutari di difesa collettiva, tant'è che tali contributi sono defalcabili dall'imponibile in bilancio, NON E' un interesse privato ma un interesse collettivo degli iscritti che possono avere tanta più difesa quanti più fondi abbiamo disponibili. Al pari essi ignorano che tutte le associazioni svolgono una rilevante funzione a favore dei consumatori, coincidente anche questa con un rilevante interesse delle aziende come previsto dalla legge, e cioè la certificazione della qualità (vedi i siti di tutte le associazioni Adiconsum ecc.) dei servizi resi al cliente, funzione che viene svolta in modo gratuito e con spese dei tecnici certificatori e dei laboratori merceologici necessari a carico delle aziende. Ossia essi ignorano, o fanno finta di ignorare tutto delle associazioni, delle leggi che hanno regolato l'attività addirittura commerciale delle associazioni e le contribuzioni a loro favore - per i fini sociali rilevanti che svolgono - anche da parte del mondo produttivo. Essi ignorano o fanno finta di ignorare che la "corruzione" per una associazione ambientalista potrebbe configurarsi nel caso in cui da un lato combatta l'inquinamento da benzene o da elettrosmog, e dall'altro accetti danaro dall'ENI , da OMNITEL o da TIM (massimi inquinatori), come avviene normalmente peraltro da parte di Associazioni benemerite come Legambiente, ma mai se l'associazione accetti fondi da imprese che installano barriere per salvare vite umane sulle strade, o strumenti per misurare e diminuire le emissioni di onde elettromagnetiche, poiché in tali casi l'interesse collettivo 'privato' dell'associazione coincide con quello dell'impresa e consente un migliore e coerente perseguimento del fine statutario. Ugualmente essi ignorano che una Associazione potrebbe essere accusata, come ignorantemente hanno fatto essi, se la campagna portata avanti anche con i fondi delle imprese cointeressate fosse INGIUSTA o dannosa per i cittadini e fosse condotta proprio e solo per introitare fondi. Laddove essi hanno omesso di riferire ai lettori che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici , grazie alla campagna del Codacons (insinuata come contraria agli interessi dei cittadini) ha annullato il campo prove di Anagni della società Autostrade dove venivano fatte le prove di sicurezza delle barriere (c.d.crash test) su prodotti di società possedute dalla società Autostrade con un'incredibile commistione (questa sì meritevole di una inchiesta giornalistica nell' interesse della gente) di interessi pubblici e privati. Se essi avessero chiesto, avrebbero avuto lo sconcertante testo della delibera del consiglio e gli altri atti probanti la giustezza della campagna. Al di là comunque del caso concreto resta la crassa ignoranza su concetti, fondamentali per un giornalista, come quello di 'interesse privato', e la subdola commistione di concetti estranei alla vicenda per insinuare nei lettori ipotesi di scorrettezza totalmente inesistenti. Del pari ignorante è il ribadire il concetto con la frase , del tutto sballata, '…finanziate con soldi pubblici per un fine di pubblica utilità, il diavoletto dell'interesse privato ci ha messo la coda'. Altrettanto grave ignoranza hanno dimostrato, sbaragliando tutti gli altri concorrenti, ribadendo l'insinuazione in occasione del box sulla lotteria europea: 'cosa porta uno stimato avvocato come Carlo Rienzi e un autore di lungo corso Rai come Michele Guardì a brevettare insieme giochi televisivi?' - scrivono i due - che assillati da una mentalità di gente evidentemente adusa alla corruzione nel loro campo di lavoro, e non riuscendo ad avere risposte come volevano dai Monopoli ('hanno preso soldi per il progetto?' NO; 'lo hanno venduto ad altri prendendo soldi?' NO; 'ci hanno guadagnato qualcosa?' NO) si rifugiano nella solita tesi da imbecille incallito per cui se però l'associazione in qualche modo ci ha guadagnato (vedi riferimento a Lottomatica) c'è l'interesse privato…. Con ciò dimostrando di essere incapaci sia di concepire azioni fatte per ideali o cultura, sia di accettare serenamente che possano esistere persone oneste diverse dalla loro incancrenita mentalità corrotta. Con l'aggravante di aver ignorato tali spiegazioni senza una parola di commento pur fornite loro per iscritto in data 13.12 mattina. C) INCAPACITA' DI CONTROLLARE LE FONTI E LA LORO ATTENDIBILITÀ E ALLA FACILITÀ DI TRAVISARE LA VERITÀ CON ALLUSIONI E INSINUAZIONI: PUNTI 20 CON LODE E BACIO ACCADEMICO C1- incapacita' di controllare le fonti e la loro attendibilità: PUNTI 10 Hanno consultato esclusivamente fonti inattendibili, ossia soggetti cacciati per indegnità dal Codacons e controparti processuali dell'Associazione in giudizi di diffamazione aggravata, appropriazione indebita, furto e simulazione di reato, ignorando il principio deontologico e normativo (art.51 c.p.c. ) per cui non può giudicare, e non può essere sereno e imparziale, né rispettare la verità che dovrebbe essere la guida del giornalista professionista, chi abbia causa pendente con il soggetto su cui si esprime. Per il punteggio qui attribuito nel massimo ai concorrenti si rinvia alle motivazioni della assegnazione dei "premi cinghialoni.." da intendersi qui integralmente richiamata ob relationem. C2 - facilità di travisare la verità con allusioni e insinuazioni: PUNTI 10 con lode e bacio accademico
D) EVIDENZA DEL FINE DI SUPPORTARE UNO O PIÙ POTENTI CONTRO GLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITÀ E DELLA CORRETTA INFORMAZIONE: PUNTI 20 Dal testo dell'articolo, dalla concatenazione dei fatti descritti e dal travisamento degli stessi voluto e spudoratamente perseguito sottraendosi al confronto e al doveroso contraddittorio, si desume l'evidente ed oggettivo vantaggio per le società concessionarie autostradali perseguito contro l'interesse primario alla sicurezza degli utenti della strada, con grave disprezzo del bene collettivo e del fine sociale dell'attività giornalistica di informazione. Altrettanto evidente è il travisamento dei fatti diretto a fornire una qualche giustificazione morale ad un ex Ministro chiamato alle proprie pesanti responsabilità da interrogazioni e interpellanze. I concorrenti quindi meritano, a giudizio unanime della Commissione, il punteggio pieno di 20. E) PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO PREFISSOSI: 0 PUNTI I due concorrenti non hanno conseguito i due scopi perseguiti: E1 - Non hanno indotto il Codacons a cessare o attenuare la campagna contro le barriere fatiscenti, inducendolo invece ad incrementarla. Hanno così danneggiato, invece di agevolare, le imprese che intendevano supportare con il becero scritto giornalistico. Infatti, in data successiva è stata notificata una nuova diffida a Autostrade ed è stato programmato l'accesso ai documenti sui crash test eseguiti nel campo prove di Anagni e ognuno di questi che non risulterà regolare sarà oggetto di una separata denuncia alla Procura della Repubblica. E2 - Non hanno indotto le imprese che sponsorizzano l'associazione a rinunciare ma, al contrario, hanno creato una lunga lista di attesa di industrie che producono merci e servizi utili per i cittadini che hanno richiesto al codacons di occuparsi di situazioni di scarsa tutela per la gente con campagne o altre iniziative utili socialmente ed anche coincidenti con i propri interessi economici. In definitiva, dunque, hanno incrementato gli introiti (gli 'interessi privati') della Associazione con vantaggi enormi per i cittadini. TUTTO CIO' PREMESSO CONSIDERATA l'attenuante , consistente nel fatto che da un anno il sig. Giuseppe Lo Mastro, accompagnato da un vecchietto ultrasettantenne inabile, gira pateticamente per le redazioni dei quotidiani e settimanali , invia lettere alle testate, e tenta con amici giornalisti di seminare diffamazioni contro l'associazione da cui è stato cacciato dopo essersi rifiutato di deporre la firma che aveva in banca quale Tesoriere, e dopo aver richiesto vanamente in data 1.3.99 di poter avere per sé una ingente parte delle risorse dell'associazione ottenendo un secco e sdegnato rifiuto, non prevalente sulle aggravanti della notorietà della sua inattendibilità e della sua acrimonia La Commissione giudicatrice, pur non assegnando ai due giornalisti dell'Espresso il premio per mancato raggiungimento del minimo di 90 su 100 previsto dal regolamento del concorso, esprime un vivo encomio nei loro confronti per aver raggiunto le vette della graduatoria dimostrando di essere sulla buona strada per vincere la prossima edizione. Il premio quindi non viene assegnato e viene incamerato dal Codacons che lo userà (dando le viacard ai propri dirigenti e attivisti quando devono spostarsi ) per propri 'interessi privati'. Tuttavia si dispone l'inoltro della presente relazione , per i provvedimenti di encomio, o diversi eventuali, all'Ordine dei giornalisti del Lazio e della Lombardia, all'Ordine nazionale dei giornalisti, alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, all'Ombudsman dei giornalisti, alle Associazioni di consumatori italiane e straniere, alle Associazioni della Stampa italiane e straniere, alle testate italiane e straniere di carta stampata , radio e TV, alle principali istituzioni italiane e straniere pubbliche e private. Viene invece assegnato il premio "Il Disattento" al direttore Giulio Anselmi per la ottima prova di omesso controllo data nella vicenda in esame. I premi "Cinghialone" saranno assegnati con separato verbale. MENZIONE SPECIALE La giuria delibera infine una menzione speciale per il premio Velleio Patercolo 2001 alla giornalista del Sole 24 Ore "R.Boc" e al suo Direttore per l'ostinato quanto illegittimo rifiuto di consentire alla associazione ADUSBEF , che ne avrebbe diritto, di replicare all'articolo offensivo pubblicato il 9.12.00 dal titolo "Lannutti, Di Pietro, An e la corsa alla demagogia" con il quale , per difendere sfegatatamente il sistema bancario italiano, ometteva di informare i lettori sulla posizione degli interessati molto diversa da quella descritta nell'articolo. Roma, 26.12.00 Catone Uticense (alias Carlo Rienzi) Il Presidente della Commissione PREMIO "CINGHIALONE" 2000
VISTO il regolamento del Premio secondo cui il Premio (tre cinghialoni cornuti e pelosi) viene assegnato secondo i seguenti criteri:LA COMMISSIONE GIUDICATRICE
VISTE le candidature dei tre signori intervistati nell'articolo di pag.73 del settimanale L'Espresso del 21.12.00 ESAMINATI gli atti fatti pervenire alla commissione CONSIDERATO che il più anziano dei tre, per la sua veneranda età, sarebbe invalutabile anche se presentasse il certificato di sanità mentale, e quindi deve essere escluso addirittura dall'esame delle dichiarazioni rese agli intervistatori disponendosi quindi l'esclusione dal concorso e l'invio degli atti al cimitero documentale della Commissione VALUTATI i titoli degli altri due come sufficienti a farli dichiarare idonei al solo premio "cinghialone" di bronzo, dato il basso livello di squallore dimostrato, e in particolare le seguenti documentate circostanze da attribuirsi alcune ad uno e alcune all'altro dei due concorrenti:
CONSIDERATO che , tuttavia, manca nei concorrenti il requisito di cui all'art. 2 del bando in quanto la loro inattendibilità era conosciuta e conoscibile da chiunque anche perché le azioni giudiziarie tra loro e il codacons erano state pubblicate sulla stampa quotidiana, sicchè la responsabilità della disinformazione è da ascrivere esclusivamente ai giornalisti e alle loro gravissime carenze professionali non potendo loro ignorare quanto già pubblicato sulla stampa CONSIDERATO che manca nei concorrenti anche il requisito di cui all'art. 4 del bando in quanto i candidati non hanno potuto ottenere da alcuno il rilascio del certificato di cui a tale articolo del bando, dovendosi quindi presumere, fino a prova contraria, a norma del bando, la inabilità mentale e fisica dei medesimi DELIBERA La non assegnazione del Premio "il Cinghialone" per l'anno 2000. Roma 27.12.00 Il Presidente della Commissione *la presente costituisce anche rettifica ai sensi della legge sulla stampa nei confronti dell'Espresso per l'articolo diffamatorio pubblicato a pag. 73 del numero del 21.12.00 nonché reazione ad atti arbitrari illegittimi compiuti dal settimanale, da due giornalisti e dai soggetti da loro intervistati, e non implica rinuncia alcuna al diritto all'azione penale e civile risarcitoria sia nei confronti del giornale che degli autori, che dei soggetti intervistati, di cui anzi espressamente si fa riserva nel termine prescrizionale. |