UN BELLISSIMO VIAGGIO
Dove sono Marrazzo e Storace ?
E' questa la domanda che più ricorre in questi giorni sui treni dei pendolari ciociari che gravitano sulla Capitale.
Sono già passati infatti 4 o 5 mesi da allora: la primavera si era appena affacciata, ma gli strascichi dell'inverno non si erano dissipati, quando, in due distinte occasioni, si è avuto il piacere di incontrare sul treno che ci conduce quotidianamente a Roma i due personaggi: l'uno da sempre paladino dei vessati, l'altro promotore del riscatto della Ciociaria.
Ricordo che quelle mattine, salendo sul treno con i soliti compagni di viaggio, rimanemmo stupiti della puntualità del treno, della pulizia dei sedili e delle carrozze, finanche della cordialità e del frenetico attivismo del personale FS, normalmente apatico, svogliato e disilluso.
Lo stupore si esaurì ben presto, alla vista dei due personaggi, del loro codazzo, delle telecamere e dei compiacenti giornalisti al seguito.
Si era in piena campagna elettorale e i due si contendevano il trono della Regione Lazio, ricercando aree di consenso ed offrendo a ciascuna la solenne promessa di impegno e la ricetta di rapida soluzione dei problemi.
Marrazzo e Storace ben sapevano che l'area del pendolarismo ferroviario era una fetta importante di elettorato, decisiva per creare opinione, e che accomunava le più svariate categorie sociali: operai, badanti, colf, impiegati, studenti, professionisti, dirigenti di azienda, ecc.
Consapevoli, quindi, dei disagi quotidianamente patiti da tutta questa moltitudine di persone, i due gareggiavano nella raccolta delle lamentazioni per i disservizi ferroviari, manifestando tutta la loro personale indignazione per la situazione riscontrata e proponendosi quali risolutori di tutti i problemi.
Ora che è passata la festa, il santo si sente "gabbato".
Li ritroviamo comodamente seduti sulle rispettive poltrone, nel frattempo occupate, l'uno perplesso nel passaggio dal "dire" al "fare" e l'altro impegnato a duellare con farmacisti e colleghi di partito.
E, intanto, in questo torrido mese di luglio appena terminato le pene dei pendolari ciociari sono ancora lì, addirittura lievitate in quanto ai ritardi dei treni, da frequenti diventati costanti, al lerciume dei sedili, spesso accuratamente "isolati" con la carta asciugamani, alla pietosità dei vagoni ed al mal funzionamento dell'aria condizionata, lussuoso optional in dotazione di una o due carrozze ogni treno.
Durante il viaggio qualcuno cita i carri bestiame, qualcun altro si raccomanda"... per favore non facciamo paragoni con il Terzo Mondo, potrebbero offendersi!".
Si viaggia in condizioni di alta insicurezza e, senza esagerare, spesso mettendo a rischio la vita: in alcune ore della giornata, complice il caldo estivo, per motivi di affollamento e per l'impossibilità ad aprire i finestrini, accuratamente sigillati, al limite dell' asfissia, si è costretti a sopportare un gravoso stress fisico e psicologico, con esagerate sudorazioni corporee, odori nauseabondi, crescente nervosismo e frequenti malori.
Chiaramente, a risentirne sono in modo particolare bambini, anziani, donne incinte, disabili, persone su di peso o affette da malattie croniche, per i quali un breve viaggio sul treno da e per la Ciociaria troppo spesso si trasforma in un lungo, tormentato e pericoloso incubo.
Non si contano nemmeno più i ritardi accumulati in ufficio, alle lezioni, agli appuntamenti di lavoro o nel ritorno a casa: tutti tempi iniquamente "sequestrati" a noi, alle nostre attività ed ai nostri affetti.
Ed è soprattutto in questi momenti di estremo disagio e sconforto che ci tornano alla mente le generose promesse di qualche mese fa e sale forte tra noi pendolari il desiderio di rincontrare, magari sullo stesso treno, Marrazzo e Storace.
Sarebbe bello, a distanza di qualche mese, fare un bel viaggio insieme a loro!
Ci arrecherebbe sollievo il solo condividere con loro alcuni brevi momenti delle nostre quotidiane passioni e, magari, sentirci ripetere di nuovo che sono situazioni inconcepibili in un Paese civile come l'Italia e che presto provvederanno a porre fine a queste sofferenze.
L'uno dirà che è ancora in fase di rodaggio e ci rassicurerà con la storia delle penali previste dall'accordo regionale con Trenitalia, o con la convocazione della consulta dei pendolari.
L'altro sosterrà che è stato capace di defenestrare il responsabile regionale di Trenitalia e che pretenderà una commissione di indagine parlamentare per il monitoraggio delle disfunzioni del servizio.
Con tali rassicurazioni ci sentiremo veramente sollevati!
Ma il sollievo sarebbe ancora maggiore se, ad accompagnarli, ci fossero anche i famosi "ispettori" incaricati qualche mese fa dal Dr. Catania (Presidente ed AD delle Ferrovie dello Stato), che in quegli stessi giorni viaggiarono con noi per raccogliere gli umori degli utenti e per capire in che modo poter migliorare la qualità del servizio offerto.
Ci potrebbero raccontare che impressioni hanno registrato, o che fine hanno fatto e quali risultati hanno prodotto i loro questionari e le loro relazioni.
Sarebbe davvero proprio bello!
Ma, toccheremmo il cielo con un dito se a viaggiare insieme a noi, con Marrazzo, Storace e gli ispettori ci fosse proprio il Dr. Catania, in persona.
Pensate, sarebbe l'occasione per ascoltare dalla sua viva voce tutte quelle cifre e percentuali che usa snocciolare in ogni occasione, riguardo alla posizione di vertice occupata in Europa dall'Italia sul fronte sicurezza, puntualità, pulizia ed innovazione dei treni, o in merito agli investimenti fatti e programmati da FS per la sicurezza ed la manutenzione delle linee.
Si potrebbe parlare con lui del personale FS: una volta potente corporazione orgogliosa della propria "divisa", del proprio lavoro e della propria missione, oggi senza più dignità di fronte alle proprie incapacità e le proprie inefficienze, pugile suonato miseramente ridotto a subire supinamente le invettive e gli insulti dei viaggiatori esasperati ed inviperiti.
Beh, sarebbe di sicuro un viaggio indimenticabile!
Noi comunque non ci illudiamo, sappiamo che è solo un sogno!
Ma, come tutti i sogni, se un giorno dovesse avverarsi, la felicità provata ci ripagherà di tante sofferenze patite e questo evento rimarrà scolpito nei nostri ricordi.
Al tempo stesso, siamo convinti che anche i nostri occasionali ed illustri compagni di viaggio ricorderanno questo giorno per tanto tempo!
E, per una volta nella nostra vita di pendolari, non appena giunti alla stazione di arrivo, proveremmo la sensazione ed il rammarico di essere giunti troppo presto.
Pendolari sognatori
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